Cgil, Lorenzin incontri i sindacati su fondi e personale

Sindacato | Redazione DottNet | 06/02/2017 17:54

Dettori: preoccupa la possibilità di ulteriori tagli al Fondo sanitario nazionale

Un taglio fino a 480 mln di euro l'anno alla Sanità. E' questo il rischio denunciato dalla Cgil e dai medici di famiglia e che deriverebbe dalla mancata intesa tra le Regioni ed il governo in merito al contributo alla finanza pubblica per il 2017 da parte delle Regioni, previsto dalla Legge di Stabilità 2016. "C'è il rischio concreto di un taglio fino a 480 milioni sul Fondo sanitario - denuncia Stefano Cecconi, responsabile Politiche della Salute della Cgil nazionale -. La Legge di Bilancio 2017, infatti, stabilisce che le Regioni devono stipulare Intese con lo Stato per conseguire risparmi sulle spese, inclusa dunque la spesa sanitaria, per contribuire alla manovra finanziaria, secondo le cifre indicate nell'Intesa Stato Regioni dell'11 febbraio 2016. Si tratta di circa 480 milioni all'anno. Ora però il rinvio dell'Intesa Stato Regioni convocata il 2 febbraio 2017 su questo argomento, è un segnale di grande preoccupazione".

La ragione, chiarisce, è che "in caso di mancata Intesa possono scattare i tagli lineari al Fondo sanitario nazionale. In mancanza di tale accordo, cioè - precisa - lo Stato decide dove intervenire per reperire tale somma, e sarà sulle voci di spesa regionale e principalmente proprio sulla Sanità". Rischio paventato anche dalla segretaria confederale della Cgil Rossana Dettori, che rinnova al ministro della Salute Beatrice Lorenzin la richiesta, già avanzata unitariamente, di un incontro sui temi delle risorse e del personale. Infatti, "ci preoccupa la possibilità di ulteriori tagli al Fondo Sanitario Nazionale e la preoccupazione cresce - afferma - in vista della manovra correttiva e dopo l'esito dell'ultima Conferenza Stato-Regioni, in cui le Regioni a Statuto speciale si sono rifiutate di versare i previsti 422 milioni quale contribuzione alla finanza pubblica, rendendo plausibile una decurtazione del Fondo Sanitario".

Contro la possibilità di nuovi tagli si schierano pure i medici di famiglia: "Il rischio di un taglio di oltre 400 milioni, senza un rapido accordo, sarà la campana a morto per il Servizio sanitario nazionale", avverte Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg). Di fronte ai dati "preoccupanti diffusi lo scorso anno che indicano nel nostro Paese una riduzione dell'aspettativa di vita e un aumento delle mori evitabili - sottolinea il leader sindacale - un ulteriore taglio di contribuzione al Fondo sanitario darebbe infatti un messaggio molto chiaro: è partito il countdown per il Servizio sanitario".

Ma in pericolo, incalza il coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato Tdm-Cittadinanzattiva Tonino Aceti, sono anche i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea): "Per questo - afferma - rinnoviamo l'appello a tutte le regioni e al Governo affinché sui 113 miliardi di euro destinati al Fondo Sanitario nazionale per il 2017 non si arretri di una virgola. Queste sono le risorse previste nell'ultimo bilancio dello Stato e tali devono rimanere. Qualunque accordo diverso da quanto già previsto, e che vada a riduzione degli stanziamenti, non solo non ci troverebbe d'accordo, ma ci preoccuperebbe molto viste - conclude - le molteplici partite in ballo per i cittadini, a partire dalla effettiva praticabilità di quanto previsto nei nuovi Lea".

 

fonte: cgil

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato

Ultime News