Ex specializzandi: c'è tempo fino al 7 marzo per i risarcimenti

Professione | Redazione DottNet | 08/02/2017 21:11

Dopo quella data scadranno i termini legali per agire e interrompere la prescrizione

I medici italiani che hanno frequentato i corsi di Specializzazione tra gli anni 1991/92 e 2005/06, devono attivarsi entro il prossimo 7 marzo per recuperare le retribuzioni loro spettanti e non corrisposte dallo Stato. Dopo tale data scatterà infatti la prescrizione. Lo ricorda il Codacons, che ha avviato una serie di ricorsi collettivi in tutta Italia in favore dei medici specializzati, ottenendo finora oltre 100 milioni di euro di complessivi indennizzi per circa 3.000 camici bianchi.

La questione è quella delle mancate remunerazioni nei confronti dei medici che hanno frequentato corsi di specializzazione, dopo che la Corte di Cassazione ha stabilito il diritto al risarcimento dei danni per mancata corresponsione della rideterminazione triennale della remunerazione all’epoca percepita, come imponeva l’art. 6, dlgs n. 257/91. Inoltre, diverse sentenze di vari Tribunali italiani (tra cui Perugia, Ferrara, Pisa e Torino) hanno riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni per mancata corresponsione dell’incremento annuo, in misura pari al tasso programmato di inflazione. Il prossimo 7 marzo scadranno i termini legali per agire ed interrompere la prescrizione.

Come abbiamo già anticipato, Il disegno di legge sui rimborsi nei giorni scorsi ha incassato intanto il parere favorevole della Commissione Sanità del Senato che così dà un'altra importante speranza a quanti, in violazione delle direttive dell’Ue, durante la scuola di specializzazione in Medicina nel periodo compreso tra il 1978 ed il 2006, e lo Stato chiedono le borse di studio negate.

Tuttavia ci sono due condizioni, poste dai senatori: il testo dovrà essere in grado di garantire la definitiva chiusura del contenzioso, assicurando un equo ristoro alla totalità dei soggetti aventi titolo e che l'indennizzo sia riconosciuto indipendentemente dalla avvenuta presentazione di domanda giudiziale per il riconoscimento retroattivo della remunerazione o per risarcimento del danno; e che,per quanto riguarda la platea degli aventi diritto, venga garantita la coerenza con quanto previsto dalla direttiva 82/76/CEE.

Nell'attesa che la norma venga approvata, le associazioni a difesa dei medici suggeriscono in ogni caso di avviare il ricorso per non decadere.

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