Lorenzin, priorità risolvere l'affollamento dei Pronto soccorso

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 08/02/2017 21:16

Il problema però riguarda l'ospedale nel suo complesso

Il sovraffollamento nei Pronto soccorso italiani "è una criticità, e bisogna rispondere a tale criticità con nuove modalità organizzative adattate ai territori". Lo ha affermato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che, rispondendo al question time alla Camera, ha indicato questa come una "priorità". E' tuttavia necessaria la "consapevolezza - ha rilevato Lorenzin - che nessun modello organizzativo è in grado, da solo, di risolvere con efficacia il problema e che il fenomeno del sovraffollamento non deve essere considerato un problema del solo reparto di Pronto Soccorso ma un problema che coinvolge l'ospedale nel suo complesso".

La principale causa del sovraffollamento, ha sottolineato, "è lo stazionamento dei pazienti in Pronto soccorso in attesa di un posto letto nel reparto per il ricovero, ma c'e' anche il problema degli accessi inappropriati". Quanto ai dati relativi alla durata della permanenza nei reparti di Pronto soccorso, Lorenzin ha spiegato che già dal 2008 è stato istituito il sistema informativo per il monitoraggio delle prestazioni erogate in emergenza-urgenza (Sistema EMUR). La rilevazione dei dati è entrata a regime dal 1 gennaio 2012. I dati sono rilevati e trasmessi, con cadenza mensile, al sistema informativo del ministero della Salute.

Così la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha risposto alla Camera al question time di  Giovanni Monchiero (Ci)  in merito alla durata della permanenza in pronto soccorso prima del ricovero.   
   
"Il sovraffollamento del pronto soccorso determina una serie di conseguenze negative che pregiudicano sensibilmente la qualit・ dell'assistenza sanitaria erogata. Mi riferisco ai tempi di attesa, alla diminuita capacità di garantire la sicurezza dei pazienti e di proteggere la loro privacy e riservatezza, e, non da ultimo, all'aumento significativo dei costi. Ecco perché sono sempre più convinta che bisogna rispondere a questa criticità con nuove modalità organizzative, che vanno adattate nei diversi contesti territoriali, ma questa deve essere una vera e propria priorità di sistema, come abbiamo anche inserito nell'ambito del Patto della salute", ha sottolineato la ministra. 
   
In sede di replica Monchiero ha posto a Lorenzin questo quesito: "O i dati di quel sistema di raccolta non sono veritieri oppure questi dati non vengono presi in considerazione seria da nessuno dei programmatori. Non passa anno che gli occhi, i nostri occhi, non vedano, non perché ce lo raccontano, ma perché ce lo fanno vedere, pronti soccorso intasatissimi. Lei stessa ha definito eroi i medici di Nola che curavano i pazienti per terra. Ora, mai come in questo caso è bene citare Brecht: beata la terra che non ha bisogno di eroi. Noi vorremmo davvero che i medici degli ospedali, in particolare i pronti soccorso, potessero godere di strutture che consentissero un ricovero umano e un'assistenza umana dei pazienti. Questo oggi non avviene, le ricette che sino ad oggi abbiamo pensato come risolutive, evidentemente, si sono dimostrate fallaci. Occorre pensare a qualcos'altro".

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato

Ultime News