SIMIT, la parola agli esperti

Infettivologia | Lorenza Custode | 10/02/2017 17:15

Evento sulle linee guida per la meningite a Roma.

Malattia meningococcica invasiva, la SIMIT produrrà linee guida sul tema

I casi segnalati ogni anno in Italia sono circa 200 e non si sono registrate significative variazioni nell’ultimo periodo. La Società Italiana di malattie Infettive e tropicali sta terminando la stesura di raccomandazioni sui comportamenti da seguire nella gestione di diagnosi e cura di questa malattia.

“Il meningococco è normalmente un batterio commensale obbligato che alberga nella bocca del 10% della popolazione”, ha spiegato Massimo Galli, vicepresidente SIMIT (Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali). Normalmente non porta alla malattia se non in un numero limitatissimo di casi, ovvero meno di una persona ogni mille portatori. “I pochi casi che portano a malattia invasiva sono tuttavia drammatici e possono lasciarci inermi di fronte a una malattia fulminante. Per questo motivo la SIMIT ha voluto riunire esperti del settore durante il workshop che si è tenuto a Roma il 7 febbraio scorso per “arrivare alla compilazione di un position paper che sarà disponibile nelle prossime settimane anche sul sito del Ministero della Salute e che vedrà la sottomissione anche ad una rivista scientifica internazionale”. Guarda il video

 

Meningite da meningococco: i consigli per i medici

Riconoscere precocemente i sintomi, spronare i propri assistiti a vaccinarsi e spiegare la malattia. I consigli di Massimo Andreoni, direttore UOC Malattie infettive - Policlinico Tor Vergata di Roma.

Far vaccinare tutte le persone che sono a rischio di sviluppare la meningite meningococcica. Questo è il primo consiglio che Massimo Andreoni, past-president della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali lancia alla classe medica. “Il nuovo piano vaccinale nazionale 2017-2019 allarga il concetto di vaccinazione e di gratuità della stessa”. Si prevede vaccinazione per Men B nei bimbi entro il primo anno di vita, per Men C nei bimbi tra 13 e 15 mesi e la somministrazione del tetravalente ACYW negli adolescenti e per chi viaggia in aree endemiche.

“Ultimo consiglio, ma di primaria importanza, imparare a riconoscere precocemente i sintomi. Febbre improvvisa, importante cefalea, vomito improvviso: in questi casi inviare il paziente immediatamente al pronto soccorso”.  Guarda il video

 

Vaccino contro il meningococco: l’importanza di ripetere i richiami

Duecento i casi l’anno di meningite nel nostro Paese. Le vaccinazioni sono fondamentali e altrettanto importante è effettuare i richiami dopo 5-10 anni.

La mortalità di questa malattia si aggira intorno al 10%. Lo sviluppo di questi 200 casi legati al batterio N. mengingitis è difficile da bloccare, e per questo è necessario puntare fortemente sulle vaccinazioni. Il nostro piano nazionale ne prevede tre in diversi periodi della vita. “L’immunità conseguente alla vaccinazione va dai 5 ai 10 anni – spiega Antonio Chirianni, Presidente SIMIT. Per questo i nuovi LEA raccomandano di ripetere la vaccinazione durante l’adolescenza, per richiamare le dosi di vaccino effettuate nei primi anni di vita.”

Anche nel caso di meningite da pneumococco, molto più frequente, esiste un vaccino inserito nel piano vaccinale. Guarda il video

 

Dinamicità epidemiologica del meningococco

Insieme a Paola Stefanelli del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità un quadro sull’epidemiologia del meningococco nel nostro Paese.

L’epidemiologia da meningococco si basa principalmente sulla circolazione dei sierogruppi B e C, anche se negli anni sono aumentati anche i casi legati ai sierogruppi Y e W. Questo sulla scia di quello che succede in anche in tutto il resto d’Europa e a causa di una moltitudine di fattori. “Tra questi, spiega Paola Stefanelli, responsabile sorveglianza malattie invasive batteriche, dipartimento malattie infettive ISS - la pressione vaccinale e la circolazione dei microbi che, segno della globalizzazione, si muovono ormai al di là dei confini nazionali”.

Il sierogruppo B è perlopiù incidente nei bambini sotto l’anno di età, il C anche è prevalentemente presente nei bimbi piccoli e poi anche negli adolescenti insieme al sierogruppo Y e W. Su questi dati si basa il nuovo calendario vaccinale per il 2017-2019 che prevedere infatti tre momenti diversi in cui somministrare i vari vaccini. Guarda il video

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato

Ultime News