Ieo-Monzino: Humanitas e San Donato offrono 300milioni

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 10/02/2017 21:06

l'Humanitas punta all'Istituto europeo di oncologia, il San Donato alla cardiologia del Monzino

E' stata la prima occasione per i soci del gruppo ospedaliero Ieo-Monzino per valutare l'offerta d'interesse presentata da due big della sanità privata lombarda, Gruppo Humanitas e Gruppo San Donato. Ieri si è riunito nella sede di Mediobanca a Milano il Comitato esecutivo dello Ieo che ha guardato i piani industriali proposti dal gruppo di Gianfelice Rocca e da quello di Paolo Rotelli per la struttura fondata dall'oncologo Umberto Veronesi, scomparso tre mesi fa. Oggi non è stata presa alcuna decisione, trattandosi di una riunione informativa ma qualcosa potrebbe muoversi nel Cda in programma venerdì a cui seguirà a breve l'assemblea dei soci.

Si è parlato dell'offerta che, se andasse in porto, rivoluzionerebbe l'assetto dello Ieo-Monzino. I due big hanno infatti presentato una proposta congiunta, per circa 300 milioni di euro stando ai rumors. La particolarità è tutta qui: due gruppi privati della sanità - proprietari però di strutture che operano ampiamente in convenzione col pubblico - non si fanno guerra per scalare l'Istituto, ma ragionano in un'ottica di massimizzazione delle eccellenze in campo: l'Humanitas e la sua oncologia punta allo Istituto europeo di oncologia, il San Donato alla cardiologia del Monzino. Obiettivo è creare due poli (oncologico e cardiologico) capaci di competere a livello internazionale su clinica e ricerca.

Il cda dello Ieo dovrebbe procedere alla nomina di un consulente esterno che dovrà valutare le offerte nella prospettive di occupazione, sviluppo di clinica e ricerca per mettere i soci nella condizione di decidere sulla proposta. La partita, è già chiaro, sarà tutta interna alla compagine eterogenea di ben 19 soci, dove il primo azionista è Mediobanca (col 14,78%), e il cui A.d. Alberto Nagel ha già detto che "tutte le manifestazioni di interesse che riguardano partecipazioni della banca verranno analizzate. Faremo le dovute valutazioni assieme a tutti gli altri soci". Tra gli altri c'è un bel pezzo della finanza italiana, con in testa UnipolSai (14,37%), Unicredit (13,44%), Intesa (7,36%) e Generali (5,84%).

Soci che non prendono utili, dato che lo Ieo-Manzino è privato sì, ma per volere del suo fondatore ha mission 'no profit', e reinveste i profitti nella ricerca. L'operazione secondo chi la sostiene consentirebbe quelle economie di scala necessarie ad attirare risorse e capacità necessarie per mantenerle competitive. A favore si sono espressi gli eredi di Veronesi, che però non hanno quote. Il ministro Beatrice Lorenzin ha spiegato che dal "punto di vista scientifico non possiamo che vedere favorevolmente laddove si faccia massa critica".

Mediobanca sembrerebbe però scettica sul progetto, assieme ad un nocciolo maggioritario di soci, in un ottica di rispetto della volontà di Enrico Cuccia, fondatore dello Ieo insieme a Umberto Veronesi, convinta che il modello no profit sia quello giusto. E anche i Comitati di Direzione di Ieo e Monzino hanno espresso la volontà di "sostenere il modello attuale di istituzioni no-profit e indipendenti da altri gruppi ospedalieri, privati o pubblici", facendo appello ai soci per mantenere e rafforzare il sostegno all'unicità del progetto Ieo-Monzino.

 

Fonte: ansa

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