Cambiano le regole nel pubblico: così assunzioni, precari e Inps

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 12/02/2017 17:14

Più spazio alla meritocrazia, piano straordinario per i precari storici

Un'operazione monstre di riforma del pubblico impiego, che arriverà insieme ai decreti bis su partecipate, furbetti del cartellino e Asl. Tutti decreti attuativi, figli di una stessa legge: la delega Madia sulla Pubblica Amministrazione che in settimana taglierà il traguardo, approdando in Consiglio dei ministri. Ecco allora le principali novità del testo che sarà oggetto del confronto con i sindacati lunedì. -

CHIAMATE IN BASE A FABBISOGNI, TETTO 20% IDONEI. Si passerà da un'impostazione rigida delle assunzioni, basata su piante organiche, a un modello che guarda alle esigenze concrete e favorisce il reclutamento di professionalità figure strategiche e innovative. Cambiano i concorsi, nelle prove ci sarà l'inglese, per le posizioni più alte si potrà richiedere il dottorato e le graduatorie non potranno contare più infiniti idonei (tetto al 20% dei posti). -

PIANO STRAORDINARIO PER PRECARI STORICI. Una roadmap, che si snoderà tra il 2018 e il 2020, per assorbire tutti i dipendenti da anni a servizio della P.a, anche se con contratti a tempo. Per loro un doppio canale: chi è entrato per concorso potrà essere assunto direttamente, mentre chi non è passato per una selezione sarà tutelato con una riserva nelle future prove. Parallelamente però, per evitare il ripetersi di forme di precariato, verranno vietati i cococo. -

BASTA CON IL '6' POLITICO, SPAZIO MERITOCRAZIA. I contratti dovranno garantire una differenziazione dei giudizi, per mettere fine a una distribuzione a pioggia dei premi. Saltano i vincoli della legge Brunetta, si punta sulla misurazione dei risultati in base obiettivi precisi, ma resta il principio per cui non tutti possono uscire con lo stesso voto. Ai fini del riconoscimento del merito e, quindi, dei bonus particolare rilevanza verrà data alla performance della squadra (misurata attraverso la qualità dei servizi). -

SU PAGELLE VOCE A CITTADINI, NUOVE SENTINELLE. Il meccanismo di valutazione viene rivisto e il pilastro coinciderà con gli Organismi indipendenti di valutazione, le sentinelle chiamate a vigilare sulle performance. Già oggi ci sono ma ora cambiano veste: più poteri, professionalità e indipendenza. Ci sarà poi un filo diretto tra loro e i cittadini, che entrano a far parte a pieno titolo del sistema di misurazione. Potranno dire la loro sulla qualità dei servizi e il loro giudizio conterà ai fini del 'voto' da assegnare al team. -

SANZIONI PER FURBETTI DEL WEEKEND LUNGO. E' affidata ai contratti la formula per colpire chi 'marina' puntualmente il lunedì e il venerdì o i casi di assenze collettive in periodi sensibili, date da 'bollino rosso' (dal G7 a quando scattano le iscrizioni alle scuole o è tempo di 730 all'Agenzia delle Entrate). Per la prima volta infatti viene inserito nella legge un criterio per colpire con 'penalty' il fenomeno. -

VISITE FISCALI A INPS, CONTROLLI A RIPETIZIONE. La competenza sugli accertamenti passa dalle Asl ai medici dell'Istituto di previdenza, con la creazione di un polo unico della medicina fiscale per pubblico e privato. Grazie a un sistema informatico avanzato le visite saranno mirate. Decreti attuativi garantiranno un'armonizzazione delle fasce orarie di reperibilità (al momento 7 per gli statali) e dei criteri per una "cadenza sistematica e ripetitiva". Saranno garantite le incompatibilità (tra controllore e controllato). All'Inps saranno trasferite le risorse adesso utilizzate dalle Asl per gli accertamenti (27,7mln). -

CHIAREZZA SU LICENZIAMENTI, MA SALVO ARTICOLO 18. Sarà fatta chiarezza normativa sui casi di licenziamento, dallo scarso rendimento alla cronica condotta illecita, qualora ci sia profilo penale. I tempi per arrivare a decidere sulla sanzione si riducono da quattro a tre mesi e a un mese per tutti i casi di flagranza (viene quindi estesa la procedura sprint applicata ai furbetti del cartellino). Per gli statali resta intatto l'articolo 18, con reintegra e risarcimento nei casi di ingiusta espulsione. Ma vizi formali, cavilli giuridici, non potranno determinare l'annullamento della sanzione. Nè bisognerà aspettare una sentenza passata in giudicato per concludere un procedimento disciplinare sospeso per l'apertura di uno penale. -

UN NUOVO EQUILIBRIO TRA LEGGE E CONTRATTO, PARTITA APERTA. Si rivede la logica della riforma Brunetta che vede nella legge la fonte praticamente esclusiva per la regolazione del rapporto di lavoro e non la cornice che fissa le regole generali, lasciando il resto al contratto, in quanto strumento più flessibile. Si tratta di restituire spazi alla contrattazione ma i limiti restano e qui si gioca il confronto con i sindacati. Sembra comunque difficile che alla contrattazione vengano riconsegnati gli stessi spazi che aveva nel periodo ante-Brunetta. -

DECRETI BIS, TAGLI PARTECIPATE A GIUGNO PER INTESA REGIONI. Sono pronti i decreti per chiudere la querelle aperta dalla sentenza della Consulta sulla riforma della P.a, che impone l'accordo con gli enti territoriali. I correttivi non toccano però l'impianto originario. Nulla cambia per i licenziamenti lampo di chi bara sulle presenze. Quanto ai tagli alle partecipate pubbliche, per rispondere alle richieste delle Regioni il termine per i piani sui tagli viene prorogato a giugno. Qualche modifica in più per i dirigenti medici: le Regioni dovranno sì pescare da un elenco di candidati ma non ci sarà più una rosa ristretta.

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