Via libera dalla commissione al ddl sul Biotestamento, il 27 in Aula

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 17/02/2017 11:51

I deputati cattolici non votano. Ma è scontro sullo stop alla nutrizione

La Commissione Affari sociali della Camera ha approvato nella tarda serata di giovedì il testo del ddl sulle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat), o biotestamento, senza il voto dei deputati cattolici che avevano precedentemente abbandonato i lavori della seduta. La Commissione ha infatti approvato il maxiemendamento di riformulazione dell'articolo 3, considerato il 'cuore' della legge e relativo alla possibilità per il malato di decidere l'interruzione della nutrizione e idratazione artificiale.

I parlamentari cattolici non hanno però partecipato a questo voto ed i loro altri emendamenti sono decaduti. Ora il testo passa alle Commissioni competenti per un ulteriore vaglio prima di arrivare in Aula alla Camera il prossimo 27 febbraio. "Per effetto del cosiddetto maxi-emendamento 'canguro' presentato dal Pd - ha spiegato Eugenia Roccella (Idea), componente della commissione - sono decaduti 93 emendamenti su 102 da noi presentati all'articolo 3 del ddl, cuore della legge. A questo punto abbiamo sollevato una questione di costituzionalità presentando un ricorso alla presidenza della Camera e alla giunta del regolamento".

Il ddl è composto da 5 articoli. All'articolo 3 si stabilisce appunto che "ogni persona maggiorenne e capace di intendere e volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso Disposizioni anticipate di trattamento (Dat), esprimere (...) il consenso o il rifiuto rispetto a scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, ivi comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali". Il soggetto può altresì indicare un fiduciario che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie. Si prevede inoltre la vincolatività per il medico delle disposizioni del malato.

Cosa diversa rispetto alle Disposizioni anticipate di trattamento è invece la pratica dell'eutanasia attiva e del suicidio assistito da parte del medico su richiesta del paziente. Attualmente, una proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia, promossa dall'Associazione Coscioni, è incardinata nelle commissioni congiunte Affari sociali e Giustizia, ma il dibattito è fermo al 3 marzo 2016.

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