Pfizer, parlano i sindacati e l'azienda. Heiman: rivedremo i rapporto con i medici

Aziende | Redazione DottNet | 28/01/2009 16:31

Gl’informatori scientifici del farmaco di Pfizer Italia sono sul piede di guerra dopo il taglio di 556 lavoratori annunciati dall’azienda nelle scorse settimane. L’affollata assemblea di mercoledì 21 gennaio a Napoli, convocata dai sindacati di categoria Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil presso l’Hotel Terminus per esporre le motivazioni sui tagli e la nuova struttura del Gruppo, ha raccolto gran parte degli informatori di Campania, Lazio e Centro-Sud. Stesso copione il giorno dopo a Milano.

Pfizer, come abbiamo annunciato la scorsa settimana su Farmaci@magazine, ha deciso di tagliare sul personale nell’ambito della riorganizzazione italiana dell’azienda. Che segue quella della casa madre negli Stati Uniti dove l’organico, secondo indiscrezioni della stampa locale, sarebbe stato sfoltito di 2400 unità nell’area vendite e di 800 nel settore della ricerca. Dal gennaio 2007 Pfizer ha tagliato oltre 15mila posti di lavoro. Per Luciano Tramannoni della Femca Cisl il settore dell’informazione medico scientifica si sta avviando verso una grave e irreversibile crisi: “I licenziamenti sono una conseguenza del processo di riorganizzazione interna dell’azienda. È un chiaro segnale sul nuovo corso delle big farma e dell’informazione: si tenderà a non fare più propaganda medico scientifica perché non ritenuta più strategica e remunerativa per i produttori. La Pfizer invece, per quanto riguarda i conti, non ha di sicuro problemi economici”. Un’accusa grave, dunque. Che in pratica rimette in discussione il ruolo dell’informatore, come figura e come professione: “Il brevetto del farmaco dopo 15 anni va in scadenza e diventa generico – spiega il sindacalista romano -. Appare dunque evidente che la figura dell’informatore non servirà più all’interno delle aziende. Anzi il ruolo sarà spostato a valle nella filiera”. In pratica, secondo Tramannoni, il medico di base quando prescriverà il farmaco dovrà indicare sulla ricetta solo il principio attivo, la molecola. A questo punto toccherà al farmacista consigliare il farmaco più appropriato e non più al medico. Per cui la figura dell’informatore diventerà appannaggio del farmacista che avrà un duplice ruolo nel suo ambito professionale. Conseguenza di tutto ciò? “C’è un grande cambiamento in atto – conclude il rappresentante confederale -, una rivoluzione che però non tiene conto di tante figure altamente specializzate che all’improvviso si troveranno senza lavoro e che probabilmente sarà un problema ricollocare. Intanto stiamo assistendo in questa fase a tantissimi licenziamenti”. La risposta da parte della Pfizer non si è fatta attendere. Innanzitutto l’azienda ribadisce che il nuovo assetto organizzativo è dettato dalla perdita di gran parte dei brevetti e dal conseguente calo di fatturato. La nuova struttura rifletterà il modello di business già attuato a livello internazionale. Sulla base delle indicazioni di Casa Madre, sono state create in Italia quattro Business Unit, che saranno coordinate a livello europeo: Oncology, Specialty Care, Established Products e Primary Care. Cambiamenti che porteranno alla cancellazione di 556 posizioni nell’ambito della struttura di informazione medico-scientifica, identificate nella BU Primary Care. Per avviare il piano di riorganizzazione stabilito, Pfizer ha deciso di attivare una procedura di mobilità. Cees Heiman, amministratore delegato di Pfizer Italia (o country lead Italia) ci espone le ragioni di una rivoluzione draconiana nell’organizzazione dell’azienda: “Negli ultimi anni, Pfizer ha subito una riduzione di fatturato costante e consistente, legata a cause interne ed esterne all’azienda. Le misure di contenimento della spesa farmaceutica, la perdita di copertura brevettuale di importanti prodotti ed il fallimento di alcune molecole in fase di sviluppo clinico, hanno portato ai recenti cambiamenti che l’azienda sta vivendo ed alla sua riorganizzazione a livello globale”. “La riduzione della forza di vendita Pfizer in Italia – precisa il manager statunitense - è legata all'adeguamento richiesto dalla nuova organizzazione in Business Units, che l’Azienda si appresta ad implementare anche nel nostro Paese per allineare la sua struttura al nuovo modello internazionale. Struttura che prevede, tra l’altro, un numero di informatori medico-scientifici correlato ai prodotti che ciascuna BU conterrà al suo interno. Il ruolo dell’informatore medico scientifico non è in discussione”. Già, ma intanto 556 informatori saranno licenziati: “Gli informatori continueranno ad essere una parte importante della forza lavoro Pfizer nell'ambito delle quattro BU previste: Specialties, Oncology, Established Products e Primary Care”. D’altro canto bisogna anche riconoscere che dal portafoglio Pfizer sono usciti o stanno per uscire importanti prodotti: “Nel corso del 2006-2007 – conferma Heiman - il portafoglio prodotti ha perso la protezione brevettuale di importanti farmaci: sertralina (Zoloft), amlodipina (Norvasc), doxasozin (Cardura) e fluconazolo (Diflucan). Nei prossimi anni perderanno il brevetto: Lipitor (atorvastatina), farmaco di punta dell’azienda, Zitromax l’antibiotico a base di azitromicina e Viagra (sildenafil). Nell’immediato futuro i farmaci non coperti da brevetto rappresenteranno una fetta consistente del business Pfizer, tant'è che l'Azienda ha previsto una Business Unit dedicata a questi prodotti: si tratta della BU Established Products”. In ogni caso, rassicura l’amministratore delegato di Pfizer, che l’azienda continuerà a produrre, commercializzare e promuovere i suoi farmaci che hanno perduto il brevetto e che in particolare “la Business Unit Established Products – conclude Heiman - è stata pensata da Pfizer proprio con l'obiettivo di rispondere alle esigenze del farmacista oltre che a quelle del medico”. Intanto Pfizer e Wyeth hanno annunciato un accordo definitivo per la fusione delle rispettive attività farmaceutiche. A rendere ancora più significativa l'operazione è la struttura parzialmente a debito del deal. Pfizer è infatti riuscita nell'impresa di aggregare attorno a se un pool di banche che metterà a disposizione finanziamenti per 22,5 miliardi di dollari. L'operazione, che si delinea come una vera e propria rarità in una fase in cui le uniche fusioni sono frutto di operazioni di salvataggio, darà quindi ossigeno all'industria dell'M&A e dell'investment banking almeno in via temporanea. Dalle nozze fra i due gruppi nascerà un aggregato dal fatturato annuale di circa 75 miliardi di dollari, con quote prossime al 10% del mercato americano ed europeo. E' l'operazione di maggiori dimensioni nell'industria farmaceutica dal 2000, quando a convolare a nozze erano state Glaxo Wellcome e SmithKline Beecham. La transazione sarà regolata parte in azioni e parte in cash. Gli azionisti Wyeth riceveranno per ognuno dei titoli posseduti 33 dollari in contanti e 0,985 azioni Pfizer. Complessivamente l'offerta costituisce per gli azionisti Wyeth un premio di poco meno del 30% rispetto ai valori di chiusura di venerdì. Infine Pfizer annuncia un calo degli utili del quarto trimestre 2008 del 90% rispetto a un anno prima, con profitti attestatisi a complessivi 266 milioni.
Silvio Campione
 

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