Farmaci: il volume del commercio è aumentato di 9 volte in 20 anni

Aziende | Redazione DottNet | 22/02/2017 14:57

Le consociate di Gsk in Italia fatturano 1,8 mld, con 4.100 dipendenti

 In venti anni, dal 1995 al 2015, il volume del commercio di farmaci a livello mondiale è aumentato di nove volte, mentre nello stesso periodo il manifatturiero è cresciuto di 3,4 volte. L'Unione Europea nel suo complesso è leader nella produzione, più degli Stati Uniti. E, tra i Paesi dell'Unione, l'Italia si piazza al secondo posto dopo la Germania per fatturato, ed esporta circa il 73% dell'intera produzione. Sono questi alcuni dei dati emersi dalla ricerca del centro studi Cerm (Competitività, Regole, Mercati), dal titolo "Innovazione, reti internazionali e spillover di conoscenza - Industria farmaceutica, la prospettiva internazionale e il caso Gsk in Italia", presentata in occasione del seminario organizzato a Roma dalla rivista Formiche.


    La produzione farmaceutica è storicamente concentrata in pochi Paesi e si prevede che anche nel prossimo futuro circa l'85% della produzione verrà dalle stesse aree geografiche (Europa, Stati Uniti e Giappone). In questi anni il peso del settore farmaceutico è cresciuto, arrivando a generare oggi il 5-6% del valore del manifatturiero, e l'invecchiamento della popolazione fa prevedere un trend in crescita per 'domanda di salute'. Nel 2015, infatti, il settore riportava progetti di investimento pari a 2,6 miliardi di euro, di cui 1,4 miliardi solo per ricerca e sviluppo di nuovi farmaci.


    Quanto al nostro Paese, 10 su 13 dei maggiori produttori farmaceutici italiani sono gruppi esteri multinazionali, alcuni dei quali ben radicati sul territorio, come nel caso di GlaxoSmithKline (GSK). La ricerca del Cerm, presentata dal presidente Fabio Pammolli, si è soffermata su questo gruppo, che con le sue aziende consociate italiane fattura circa 1,8 miliardi di euro e genera poco meno di un miliardo di valore aggiunto. In Italia Gsk genera maggior valore della media delle imprese del Gruppo nel resto d'Europa e ha costituito una 'filiera' del farmaco, con oltre 4.100 dipendenti e in grado di servire circa 120 destinazioni estere

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