Mondo sempre più anziano, nel 2030 le donne toccano quota 90 anni

Geriatria | Redazione DottNet | 22/02/2017 20:04

Le prime saranno le coreane, Italia slitterà al nono posto. Gli uomini resteranno più indietro

La sfida alla longevità avanza con successo. In poco più di 10 anni, nel 2030, l'aspettativa di vita media non solo continuerà a crescere, ma toccherà la soglia dei 90 anni, e le prime a tagliare questo traguardo al mondo saranno le donne sudcoreane, seguite da francesi, giapponesi, spagnole e australiane.

Gli uomini rimarranno più indietro, ma ridurranno le distanze dal sesso femminile, avvicinandosi a quota 85. A stimarlo sono i ricercatori dell'Imperial Colle di Londra e dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in uno studio sui 35 paesi industrializzati pubblicato sulla rivista Lancet. Servendosi di metodi simili a quelli dei metereologi e combinando 21 modelli matematici, hanno calcolato che l'aspettativa di vita aumenterà almeno del 65% per le donne e dell'85% per gli uomini nel 2030. Il Giappone perderà il suo attuale primato, mentre gli Stati Uniti saranno il paese con i risultati peggiori.

Tra le donne, l'Italia nel 2030 slitterà di due posizioni, collocandosi al nono posto, dopo Portogallo e Slovenia. Per gli uomini c'è invece il 95% di probabilità che la loro aspettativa di vita in Corea del Sud, Australia e Svizzera superi gli 80 anni entro i 2030, e del 27% oltre gli 85 anni.
    Grandi miglioramenti sono previsti anche per gli uomini dei paesi dalle economie emergenti, come Ungheria e Slovenia, così come di Danimarca e Irlanda. Usa, Giappone, Svezia, Grecia, Macedonia e Serbia registreranno invece, secondo le stime, i minori miglioramenti in termini di aspettativa di vita, per entrambi i sessi.    Dovunque il vantaggio delle donne rispetto agli uomini dovrebbe ridursi entro il 2030, tranne che in Messico, dove la crescita nell'aspettativa di vita per il gentil sesso sarà maggiore di quella maschile, e in Cile, Francia e Grecia, dove i due sessi cresceranno in modo simile.

''Tradizionalmente gli uomini hanno stili di vita meno sani, e per questo un'aspettativa di vita minore - commenta Majid Ezzati, coordinatore dello studio - Fumano e bevono di più, sono vittime più spesso di incidenti stradali e omicidi. Ma gli stili di vita stanno diventando più simili tra i due sessi, e così anche la loro longevità''. Gran parte dell'aumento dell'aspettativa di vita è dovuto al miglioramento delle condizioni degli over 65. In Corea del Sud, così come prima in Giappone, a fare la differenza è stato prima il calo delle morti per infezioni in adulti e bambini, e poi in tempi più recenti la migliore gestione delle malattie croniche. Il paese asiatico inoltre ha l'indice di massa corporea e di pressione più basso della maggior parte dei paesi occidentali, un basso livello di fumo tra le donne e ha ridotto le differenze di salute tra i sessi per tumore e malattie cardiovascolari. L'aspettativa di vita è invece più bassa in quei paesi con mortalità più alta tra i giovani adulti, più fattori di rischio per le malattie croniche e sistemi sanitari meno efficaci. Negli Usa ad esempio l'aspettativa di vita alla nascita è già la più bassa di molti altri paesi ricchi, e si stima che peggiorerà ancora, arrivando a livelli simili della Repubblica Ceca per gli uomini, e della Croazia e Messico per le donne.

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