Troise (Anaao): quando a tradire il paziente è un medico

Professione | Redazione DottNet | 27/02/2017 11:49

Il segretario del maggior sindacato degli ospedalieri commenta le vicende di Napoli

Sono ripresi lunedì 27 febbraio davanti al gip Pietro Carola gli interrogatori di garanzia dei 55 destinatari delle ordinanze agli arresti domiciliari nell'inchiesta sul maxiassenteismo all'ospedale Loreto Mare di Napoli. E c'è stata anche una manifestazione di protesta all'esterno del nosocomio da parte dei precari della sanità. Intanto nei corridoi dell'ospedale si respira un clima di tensione: ci si chiede chi sia stato l'autore delle denunce all'origine dell'inchiesta ma allo stesso tempo si getta acqua sul fuoco ripetendo che occorre evitare le generalizzazioni.

"Io mando i Nas negli ospedali - ricorda il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin - nella maggior parte dei casi riscontriamo grande dedizione al lavoro, e poi ci sono situazioni incredibili. Spero che questi esempi di durezza servano a far comprendere che lo Stato c'è". Su 55 indagati finiti ai domiciliari, 50 devono rientrare in servizio, per ordine del gip: un modo per non bloccare l'attività del Loreto Mare.

Per gli altri cinque, colpiti dalle accuse più gravi, la Asl ha già disposto la sospensione con il dimezzamento dello stipendio. E l'inchiesta potrebbe allargarsi, alla ricerca di complicità interne che abbiano aiutato l'esercito dei furbetti a rimanere invisibile. Dottnet ne ha parlato con Costantino Troise, segretario nazionale dell'Anaao, il principale sindacato degli ospedalieri

Troise, di casi del genere, di furbetti del cartellino, ne sentiamo ogni giorno. Ma quando a imboscarsi è un medico la faccenda è di una gravità estrema

Sono assolutamente d'accordo: la nostra professione ha un ruolo sociale, tutto si può fare tranne che tradire i cittadini che si affidano ad un medico in un momento particolarmente delicato della propria vita o di quella di un caro

E' un questione di mancanza di senso civico o c'è dell'altro?

Direi di sì: è un segnale, quello della totale assenza di un comportamenti corretti, che è diventato un tratto caratteristico di un Paese come il nostro con un senso dell'unità scoperto troppo tardi. Tuttavia, come dicevo, questo atteggiamento diventa di una gravità estrema quando chi viene investito da un compito importante, quale la tutela della salute, venga poi coinvolto in una frenesia egoistica che fa dimenticare i propri doveri.

Gli inquirenti si stanno concentrando sul personale medico e paramedico. Secondo lei ci sono altre responsabilità?

Premesso che non voglio scaricare nessuna colpa su chicchessia, ma anche chi dirige e amministra dovrebbe dare un esempio di attenzione e non ricordarsene solo quando scoppia il caso

Nell'indagine sono coinvolti anche alcuni sindacalisti

Non sono però colleghi medici, per cui su questa cosa ci andrei cauto.

Certo, ma qual è la posizione di Anaao?

Il futuro della nostra professione è legato al rapporto con i cittadini. Si deve garantire il diritto a curare ma occorre anche che sia tutelato il diritto alle cure dei cittadini. Questi episodi - e oltre a Napoli voglio ricordare il caso di Gorizia – introducono fratture rilevanti che impediscono la riconquista del ruolo sociale del medico, ostacolano le prospettive di crescita di una professione, travolta da comportanti scorretti, in cui le vittime alla fine sono i pazienti Comunque la vicenda del Loreto Mare appare ancora confusa: non c'è una chiara distinzione tra assenteismo e obblighi di esclusività. Staremo a vedere dove sarà la verità.

 

Silvio Campione

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