L’aderenza terapeutica nella schizofrenia

Neurologia | Medical Information Dottnet | 28/02/2017 12:06

Stimolare la discussione medico-paziente è fondamentale per il corretto monitoraggio durante il follow-up dei soggetti schizofrenici.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità per aderenza si intende quanto un comportamento di un soggetto, considerando la cura, la dieta e i cambiamenti dello stile di vita, corrisponda alle raccomandazioni stabilite da un operatore sanitario.  Diversi ricercatori affermano che l’incremento dell’efficacia dell’aderenza terapeutica potrebbe avere un impatto a lungo termine più grande sulla salute della popolazione piuttosto che sugli specifici trattamenti medici. La non-aderenza al trattamento è la barriera più grande all’efficacia terapeutica in psichiatria, in particolare negli individui con disordini psicotici. Il tasso di non-aderenza varia tra il 24% ed il 40% considerando i rate di nuove prescrizioni terapeutiche registrati dalle farmacie. Ciò è in linea con la variabilità individuale, le diverse diagnosi, i differenti periodi di follow-up e le varie definizioni e metodi di misurazione usati nella ricerca. É stato riportato in letteratura che il rate di non aderenza al trattamento per i disordini bipolari tipicamente varia dal 20 al 60%, con una media del 40%.  Per quanto riguarda la schizofrenia, una precedente review, basata su 39 studi, ha riportato un tasso di non-aderenza terapeutica del 41%. Questo rate raggiunge il 50% quando l’analisi viene ristretta ai 5 studi principali, più rigorosi nella metodologia e nella definizione di aderenza. Non aderire al trattamento nella schizofrenia significa andare in contro a conseguenze cliniche più severe oltre che ad un maggiore impatto economico della malattia. Nonostante ci siano delle linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) che raccomandino il monitoraggio regolare dell’aderenza terapeutica, c’è ancora una bassa conoscenza circa il suo utilizzo nella pratica clinica; il risultato è una sottostima da parte del medico del grado della non-aderenza terapeutica nei loro pazienti.

L’obiettivo primario dello studio è stato quello di valutare il monitoraggio dell’aderenza terapeutica durante il follow-up nei pazienti ambulatoriali esaminati. Il controllo retrospettivo è stato effettuato su di un campione di 50 pazienti in follow-up con diagnosi di schizofrenia o disturbo schizoaffettivo. Gli interventi, atti ad incoraggiare le discussioni sull’aderenza, sono stati effettuati prima del secondo controllo. Dai risultati dello studio è emerso un miglioramento di tutti i parametri di riferimento per la valutazione post-interventi. Diversi medici hanno discusso sull’aderenza al regime terapeutico con i loro pazienti (62% del secondo ciclo rispetto al 50% del primo ciclo) e c’è stato un incremento della discussione e documentazione riguardante gli effetti collaterali dei farmaci (60% nel secondo ciclo vs 46% del primo). Il lavoro ha evidenziato che attualmente l’aderenza terapeutica non è monitorata in modo corretto durante il follow-up di pazienti con diagnosi di schizofrenia o disordini schizoaffettivi; lo studio ha, quindi, suggerito diversi modi di discutere dell’aderenza al trattamento durante i controlli medici per migliorare la pratica clinica.

 

Fonte:

Saeed Farooq, Abid Choudry. Adherence to medication in the community: audit cycle of interventions to improve the assessment of adherence. BJPsych Bulletin (2017), 41, 41-44.

 

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