Biotestamento: la discussione slitta al 13 marzo

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 01/03/2017 21:44

Cappato, le scadenze sono scritte sulla sabbia; ultime osservazioni al testo

 A oltre dieci anni dalla morte di Piergiorgio Welby e a otto anni da quella di Eluana Englaro, la legge sul testamento biologico, ispirata anche dalle loro vicende che scossero le coscienze, arrivera' in aula alla Camera, non il 6 come previsto inizialmente ma il 13 marzo. Lo ha deciso la conferenza dei Capigruppo di Montecitorio mentre la vicenda di Dj Fabo e degli altri italiani che vanno all'estero per morire continua a tenere acceso il dibattito politico e sociale sulla necessita' di regole sul fine vita.

"La legge sul biotestamento approderà in aula alla Camera il 13 marzo. Ieri mi era stato assicurato il 6. In 24 ore ci si è presi una settimana in più di ritardo. In queste condizione di mancanza di volontà politica, tutte queste scadenze sono scritte sulla sabbia" dice Marco Cappato, tesoriere dell'associazione Luca Coscioni durante la conferenza stampa in corso davanti a Montecitorio dove la capigruppo doveva decidere la data di calendarizzazione della discussione del ddl. "Si tratta di un nuovo, ennesimo rinvio - ha proseguito Cappato - Siamo al quarto" ma ''in questa situazione di fine legislatura una settimana non è poco. Ogni giorno che si perde aumenta consistentemente rischio di non arrivare alla fine dell'iter legislativo".


    "In commissione Giustizia abbiamo espresso quindici osservazioni sul ddl sul testamento biologico, recepite dalla Presidenza che le ha inoltrate alla commissione competente. Come Area popolare ci auguriamo a questo punto che i colleghi della Affari sociali tengano conto di alcune di queste osservazioni, le facciano proprie inserendole organicamente nel testo del provvedimento", ha dichiarato il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta. "Nello specifico abbiamo ribadito le nostre perplessità, invitando la commissione a valutare l'opportunità di intervenire su alcuni aspetti, dal consenso informato all'ipotesi delle Dat, alla pubblicità e alle formalità di alcuni atti importanti compiuti sia dal paziente che dal medico, nel rispetto del suo ruolo".


    Sullo sfondo resta il dibattito sulla regolamentazione della eutanasia: sei testi che trovano pero' ostacoli da parte di un ampio schieramento. "Una legge che consenta l'eutanasia apre la strada per uno sterminio di massa contro i soggetti più indifesi e abbandonati: anziani non autosufficienti, malati terminali e disabili gravi.    Purtroppo è molto più semplice sopprimere una persona che offrirgli tutte le cure di cui ha bisogno e diritto", dice il leader del Movimento sovranista Gianni Alemanno.    "In Parlamento ora non stiamo parlando di eutanasia ma di testamento biologico' tiene a precisare la deputata Pd Ileana Argentin che porta anche la sua testimonianza di disabilita'. "Fatemi dire una cosa: c'è una grande differenza tra chi nasce con un deficit e chi lo diventa. Io non rinuncerei mai alla vita, potendo muovere solo tre dita di una mano su tutto il mio corpo. Ma questo perché è la mia condizione di vita da sempre.


    Chi non ha idea di cosa sia l'immobilità, chi ha conosciuto i colori, ha corso in moto, nelle macchine, ha vissuto una vita normale, è chiaro che la vive come una disperazione assoluta e non si può pensare che queste persone non vengano rispettate''.

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