Ecco un successo della terapia preventiva: la severità degli infarti del miocardio è in declino

Redazione DottNet | 29/01/2009 14:17

Da una analisi dei dati epidemiologici americani tratti dallo studio AIRC pubblicati su Circulation questa settimana, si evince che sono sempre meno gli infarti acuti del miocardio gravi. Analizzando la casistica di 15 anni ed oltre 10.000 infarti acuti si è osservato un costante e significativo declino, 1,9%, per la forma peggiore di infarto miocardico acuto, quella con elevazione del tratto ST.

 

Si è osservata una riduzione per tutte le forme di infarto “pericolose”con una riduzione del 3,9% degli infarti che sviluppano un onda Q ed una riduzione ancora maggiore, del 4.5%, degli infarti con ampia onda Q. Il livello medio dei valori enzimatici, CPK totale e CPK MB, si è ridotto rispettivamente del 5,2% e del 7.6%. Tutte queste riduzioni sono altamente significative in termini statistici. Questi risultati hanno una origine multifattoriale. I pazienti che hanno diagnosi di infarto sono trattati precocemente con tecniche di riperfusione meccanica e farmacologica e dunque gli infarti danno luogo ad un danno miocardico più circoscritto e limitato. La prevenzione farmacologica con statine ed aspirina ha contribuito a limitare l'area infartuale mentre anche la maggiore informazione da parte dei pazienti ha fatto si che i pazienti si recassero prima in ospedale.
I dati di questo studio sono in linea con quelli di altri studi di piccole dimensioni già pubblicati ma ancora non definiscono in maniera certa quale elemento in particolare abbia favorito la riduzione della gravità degli eventi acuti.

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