L'elevato valore della proteina C reattiva rimane un fattore prognostico negativo anche dopo PTCA

Cardiologia | Redazione DottNet | 29/01/2009 14:05

Sempre maggiori sono le evidenze che livelli anche sub clinici di infiammazione sono associati a patologia vascolare coronarica. Il livelli elevati di proteina C reattiva ad alta sensibilità identificano stati infiammatori cronici e sono associati ad una morbidità e mortalità cardiovascolare elevata. Nello studio presentato sono stati analizzati gli eventi immediati ed a 1 anno di circa 5.000 pazienti sottoposti a PTCA trattati con clopidogrel 600 mg prima della procedura e partecipanti agli studi ISAR.

La media dei valori di proteina C prima della angioplastica era 2,3 e sulla base di questo valore di sono stati divisi i pazienti in due gruppi, quelli con valori elevati ( 2448) e quelli con valori bassi di proteina C (2399). Durante il follow up di 1 anno vi sono state 141 morti (5.8%) nel gruppo con elevata proteina C rispetto ai 51 morti (2.1%) nel gruppo con valori bassi di proteina C (OR = 2.77, 95% CI 2.04 to 3.77; p<0.001). L'incidenza degli eventi avversi combinati, morte infarto, rivascolarizzazione (MACE) era 28% nel gruppo con elevata PCR e 25% nel gruppo con valori bassi di PCR (OR = 1.13, 95% CI 1.01 to 1.26; p = 0.034). Dalla analisi proporzionale del rischio ci COX si evince che l'elevato valore di PCR era un fattore predittivo indipendente di elevata mortalità ad 1 anno (hazard ratio 2.20, 95% CI 1.54 to 3.15; p<0.001 per valori di PCR >2.3 mg/l vs PCR < or =2.3 mg/l). Il trattamento con abciximab, inibitore della glicoproteina IIb IIIa con spiccate capacità antiinfiammatorie non era in grado di modificare tale dato.
In conclusione i pazienti con elevati valori di proteina C reattiva hanno un elevato rischio cardiovascolare. Questo maggiore rischio non è equalizzato dal trattamento con angioplastica. L'elevata infiammazione e per la verità non in questo caso non si tratta neanche di valori molto elevati di PCR HS rimane dunque un fattore di rischio aggiuntivo che va seguito e corretto. Il trattamento con antiaggregante e statine non riducono i valori di PCR e non riducono gli eventi avversi ad essa correlati. Terapia antiinfiammatoria mirata a ridurre i livelli di PCR deve essere messa a punto per incidere maggiormente su questo fattore di rischio.

 

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