Entro il 2020 niente plasma: alcune Regioni andranno sotto del 40%

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 08/03/2017 17:03

Iniziati gli incontri al Centro Nazionale Sangue sui fabbisogni

Entro il 2020 la raccolta di plasma da destinare alla produzione dei farmaci deve aumentare dell'11% per poter garantire la sostenibilità del sistema. Per raggiungere l'obiettivo il Centro Nazionale Sangue (CNS) ha iniziato una serie di incontri con le Regioni, riporta la newsletter dell'Istituto Superiore di Sanità.     Tra le Regioni c'è una grande differenza nel plasma conferito all'industria, con un range che varia tra i 4,8 e i 21,5 chilogrammi per mille abitanti. Se per province autonome di Trento e Bolzano, Liguria, Lombardia, Piemonte, Umbria e Veneto la differenza tra quanto conferito oggi e quanto servirà nel 2020 è molto bassa, con aumenti richiesti sotto il 4%, Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sardegna sono chiamate a far salire la raccolta del 40%.

"I medicinali plasma-derivati- spiega Giancarlo Maria Liumbruno, direttore generale del CNS - sono utilizzati per una serie di malattie acute e croniche, dalle immunodeficienze congenite a patologie neurologiche immunomediate all'emofilia e altri disordini congeniti della coagulazione fino alla cirrosi, e il plasma utilizzato è raccolto attraverso donazioni volontarie, anonime, gratuite e associate". A definire i fabbisogni è un piano approvato dalla Conferenza Stato-Regioni elaborato tenendo conto di fattori come l'invecchiamento della popolazione che aumentano la domanda.     "Sulla base di tale modello - si legge nel Piano - il volume di plasma da raccogliere nel 2020 è fissato in circa 860.000 chilogrammi, pari a 14 chilogrammi per mille abitanti, che corrisponde ad una differenza di 83.000 chilogrammi in più rispetto al 2015, pari al + 11%"

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