Fiaso, orario di lavoro: il sistema ha retto, poche le liste di attesa

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 10/03/2017 17:36

Troise: in molte aziende c'è un orario fantasma, si lavora di più senza retribuzione. Ripa di Meana, preoccupa la formazione

Sono state sacrificate attività di formazione e tempo per le riunioni di staff, ma il sistema ha retto all'entrata in vigore della legge sul 'giusto' orario di lavoro in sanità. Tanto che il temuto allungamento delle liste di attesa è stato rilevante solo nel 2% dei casi e le prestazioni erogate diminuite in modo critico solo nell'1%.

A fare il punto sulle conseguenze in sanità della legge 161 del 2014 che tra l'altro detta disposizioni sull'orario di lavoro europeo, è l'indagine dell'Osservatorio della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso) sulle politiche del personale nelle Aziende del Ssn e presentata a Roma (clicca qui per scaricare il documento). La normativa impone 11 ore di riposo nell'arco delle 24 ore ed evita così turni massacranti di lavoro, stabilendo criteri giudicati "poco compatibili" con la carenza di organici nella nostra sanità. Condotta in collaborazione con il Cergas-Bocconi su 55 aziende sanitarie di 13 Regioni, la ricerca ha rilevato che nel 90% delle Aziende sanitarie non c'è stato nessun aumento delle assenze per malattia e che il temuto allungamento delle liste d'attesa è stato significativo nel 2% dei casi, trascurabile nel 40% e inesistente nel 60% delle aziende.

Mentre le prestazioni sanitarie erogate da Asl e ospedali, non hanno subito nessun taglio nel 60% dei casi, in poco meno del 40% delle aziende c'è stata riduzione trascurabile, e criticità solo nell'1% dei casi. Insomma, di fronte alle difficoltà, il personale sanitario, nonostante abbia i capelli sempre più grigi a causa del blocco del turnover che riguardato molte regioni, si è rimboccato le maniche, riorganizzando tempi e modi di lavoro. Tuttavia, mette in guardia Ripa di Meana (nella foto), presidente Fiaso, "la situazione è al limite. Non si può andare avanti con soluzioni tampone, serve un approccio organico sul fronte legislativo e contrattuale che in sei mesi affronti e sciolga i nodi irrisolti del personale SSN ridando certezza e serenità all'intero settore sanitario".

"In molte aziende c'è un lavoro 'fantasma' che non compare da nessuna parte. L'orario fatto in più rispetto alle 38 ore settimanali viene fatto sparire. Si svolge un orario superiore a quello contrattualmente previsto, che non viene recuperato ne' pagato ma cancellato", denuncia Costantino Troise, segretario nazionale del sindacato dei medici Annao-Assomed. Di fatto, spiega il dirigente sindacale in una nota, la Legge sull'orario di lavoro europeo "è ancora largamente non applicata, il che lascia l'Italia ancora esposta ad una procedura di infrazione da parte della UE". Inoltre ci troviamo di fronte a "furbetti che pretendono di non pagare un lavoro svolto, non riconoscendo, e quindi cancellandone le tracce con atti unilaterali, ore di lavoro regolarmente certificate".

La Fiaso non considera, infatti, "milioni di ore di lavoro non recuperate e non pagate, ritmi di lavoro che mettono a rischio la sicurezza delle cure, la fatica di uomini e donne in turni notturni e festivi oltre i 65 anni, il ricorso a false partite IVA e sacche di precariato stabile". A questo si aggiungono "le criticità sul versante dell'accesso alle cure dei cittadini, per la Fiaso, diventano 'trascurabili', in palese conflitto con le denunce delle associazioni di cittadini". Le condizioni di lavoro e retributive, conclude Troise, "non sono mai state peggiori di oggi nell'ultimo decennio".

"La ristrutturazione dell'orario di lavoro rischia di tenere a margine la salute dei lavoratori e ne limita le attività di formazione. Va quindi conciliata con il rispetto di tutta una serie di diritti dei lavoratori che si occupano di salute", incalza Emilia Grazia De Biasi (Pd), presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato. Recependo una direttiva europea, la legge, entrata in vigore nel novembre 2015, vieta turni massacranti ai lavoratori della sanità e prevede tra l'altro un riposo giornaliero di almeno 11 ore continuative. Tuttavia è ancora in corso una stima del fabbisogno regionale di nuove assunzioni necessarie a sopperire alla riduzione dei carichi di lavoro.

Fino ad oggi le Aziende, grazie a uno "sforzo organizzativo e al sacrificio degli operatori, hanno assicurato la tenuta del sistema", commenta il presidente Fiaso Francesco Ripa di Meana, "ma con le risorse attuali nel medio periodo le criticità emergeranno in tutta la loro portata. Desta infatti preoccupazione la riduzione delle attività formative, dei gruppi di lavoro, degli incontri di dipartimento, nonché della promozione del benessere sul posto di lavoro dei dipendenti. In particolare quelli più anziani".

Nell'indagine Fiaso sono previste proposte per ridurre l'impatto della legge 161 sul sistema. Tra queste, escludere dall'applicazione del nuovo orario gli incarichi dirigenziali e figure ad alta specializzazione, come la trapiantologia. "Le proposte sono interessanti - commenta De Biasi - e verranno analizzate in Commissione Sanità nell'ambito dell'indagine sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Da inizio legislatura ci occupiamo del problema del personale e avremo modo di discuterne insieme".

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