Al via lo studio italiano sul glaucoma, oltre un milione i colpiti

Oculistica | Redazione DottNet | 17/03/2017 12:02

Coinvolti 612 pazienti; focus su una nuova sostanza che sembra dare ottimi risultati nelle cure

E' ai nastri di partenza il primo studio italiano sulla neuroprotezione nel glaucoma, malattia cronica caratterizzata dal progressivo danneggiamento del nervo ottico e dalla conseguente alterazione del campo visivo, che solo in Italia colpisce circa un milione di persone. Lo studio sarà coordinato da Luciano Quaranta, Direttore del Centro per lo Studio del Glaucoma presso l'Università degli Studi di Brescia. L'annuncio è stato dato in occasione della Settimana Mondiale del Glaucoma che si è celebrata dal 12 al 18 marzo, nel corso di un Simposio svoltosi nell'ambito del I Congresso dell'Associazione Italiana Studio Glaucoma (AISG).

Lo studio durerà tre anni e coinvolgerà 612 pazienti e i 14 centri per il trattamento del glaucoma in tutta Italia. L'obiettivo è quello di verificare se l'aggiunta di un coenzima, il Q10, alla terapia, sia in grado di rallentare la progressione del danno anatomico e funzionale indotto dal glaucoma. I soggetti con malattia in fase iniziale o moderata "sono spesso asintomatici e sviluppano disturbi della visione negli stadi più avanzati della malattia. Per questo - afferma Quaranta - è necessario studiare strategie che possano funzionare in sinergia con i farmaci per rallentare la progressione della malattia verso le forme più gravi di disabilità visiva fino alla cecità". Il Coenzima Q10 è considerato promettente per il trattamento del glaucoma.

Si tratta, spiega Quaranta, di una sostanza "simile ad una vitamina presente in molte cellule soprattutto a livello mitocondriale. Alcuni studi clinici hanno dimostrato che il Coenzima Q10 esercita un'attività neuroprotettiva ed è stato ampiamente studiato in varie forme di neurodegenerazione come la malattia di Parkinson, l'Alzheimer, la corea di Huntington e nella Sla". Oggi, conclude, "tale sostanza è riconosciuta dalla comunità scientifica come un possibile approccio nel contrastare i complessi meccanismi di danno causati dal glaucoma".

 

Fonte: ansa

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