Omceo Bologna, mancano le ambulanze e i medici a bordo

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 20/03/2017 20:55

Secondo l'Ordine dei medici la Regione mette gli infermieri

Per l'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Bologna i mezzi di soccorso avanzato presenti in Emilia-Romagna sono troppo pochi, così come il personale medico utilizzato. Secondo i dati dell'ordine professionale, infatti, al momento in regione ci sono 44 mezzi operanti h24 e cinque disponibili h12/16 ore. Per rispettare le direttive del decreto ministeriale n.70, però, ne servirebbero circa 74, quindi, si legge in una nota dell'Odm, "molti di più di quelli attualmente presenti".

Nella regione Emilia-Romagna, si legge ancora, "dovrebbero essere operativi almeno altri 32 mezzi di soccorso avanzato (con medico a bordo) e quindi almeno altri 180 dottori medici, a meno di non voler ricorrere, per questi ultimi, alla presenza sostitutiva di operatori sanitari non medici", come gli infermieri. Solo a Bologna servirebbero altre cinque automediche e 30 medici e infermieri. "A fronte di questa realtà di contratta e insufficiente dotazione operativa medicalizzata la Regione, piuttosto che reclutare e assumere nuovi medici da dedicare al servizio di emergenza su gomma, ha inteso avallare linee guida che assegnano ad operatori sanitari non medici funzioni borderline rispetto ad atti deontologicamente - e non solo - di stretta competenza medica".

"Le Autorità regionali preposte - conclude l'Ordine dei medici - devono solo chiarire se sono intenzionate a rispettare i livelli quantitativi e qualitativi di mezzi previsti dalla normativa o se preferiscano ricorrere a soluzioni diverse che prevedano il soccorso al cittadino in emergenza-urgenza attraverso un numero insufficiente di mezzi di soccorso avanzato e se a bordo di questi vi debba essere un dottore medico o un dottore in scienze infermieristiche".

"La programmazione dei servizi sanitari non è compito dell'Ordine dei medici ma della Regione, che lo fa tenendo conto delle norme e di tutti i fattori utili a rendere migliore il servizio ai cittadini". E' la risposta dell'assessore regionale dell'Emilia-Romagna, Sergio Venturi, all'Ordine dei medici di Bologna che lamenta la presenza di poche ambulanze in Emilia-Romagna. "La Regione - si legge in una nota - svolge questo compito confrontandosi con tutti coloro che hanno, in questo senso, un ruolo e una funzione. Non mi pare che sia un tema di ordine deontologico e non mi pare che quindi l'Ordine, su questo tema, abbia una competenza diretta".

"Detto questo - continua l'assessore - con il solo obiettivo di non generare falsi allarmi tra i cittadini per colpa di una affermazione priva di fondamento, voglio rassicurare tutti che la Regione si è mossa e si muoverà non solo nel pieno rispetto delle norme di legge, ma anche della qualità del servizio sanitario, che è la nostra prima preoccupazione". Gli organismi tecnici dell'assessorato alla Salute spiegano infatti che il decreto Ministeriale 70/2015 fa riferimento a un fabbisogno di mezzi di soccorso avanzati corrispondenti a uno ogni 60mila abitanti. "L'Emilia-Romagna - si legge - ha una dotazione di mezzi avanzati pari a uno ogni 33mila abitanti: a Bologna i mezzi avanzati sono uno ogni 35mila abitanti. Nell'ambito dei mezzi di soccorso avanzato con medico a bordo, la nostra regione presenta una dotazione superiore a quella della maggior parte delle regioni del Nord".

Venturi cita infine un dato "a riprova del fatto che il nostro sistema di soccorso con ambulanze non è secondo a nessuno: abbiamo ridotto del 40% la mortalità per infarto miocardico negli ultimi dieci anni. E questo anche grazie agli Ecg fatti in ambulanza dall'infermiere e refertati in remoto dal cardiologo".

 

Fonte: omceo Bologna

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