Lorenzin, pronto il Piano nazionale d'interventi contro Hiv e Aids

Infettivologia | Redazione DottNet | 20/03/2017 21:00

L'intesa è in corso di approvazione nella Conferenza Stato-Regioni

L'Italia "ha approntato il Piano Nazionale di interventi contro HIV e AIDS la cui Intesa è in corso di approvazione in Conferenza Stato-Regioni, per ridurre il numero delle nuove infezioni da Hiv, facilitare l'accesso al test e l'emersione del sommerso, garantire a tutti l'accesso alle cure, coordinare i piani di intervento sul territorio, tutelare i diritti sociali e lavorativi, promuovere la lotta allo stigma e realizzare interventi di prevenzione e formazione sui giovani, con particolare riferimento alla popolazione scolastica".

Lo ha sottolineato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in occasione della Riunione informale dei ministri della Salute Ue svoltasi oggi a Malta. Nella seconda sessione della Riunione è stato infatti affrontato il tema dell'infezione da HIV. In Italia l'infezione da HIV, ha rilevato Lorenzin, "nel corso degli anni ha presentato profonde variazioni non solo in termini epidemiologici, ma anche per quanto attiene la realtà socio-assistenziale". Per il Ministro "rimangono in ogni caso ancora questioni irrisolte, prima fra tutte il persistere della diffusione dell'infezione. Negli ultimi anni, infatti, il numero di nuove infezioni è rimasto stabile, ed emergono nuove problematiche. Si osserva un aumento dell'età mediana alla diagnosi, nonché un cambiamento delle modalità di trasmissione: diminuisce la proporzione di consumatori di sostanze per via iniettiva, ma aumenta la proporzione dei casi attribuibili a trasmissione sessuale".

Da alcune indagini, ha ricordato, "emerge che l'informazione in tema di HIV è presente, in termini essenziali, nella popolazione, ma che le conoscenze in molti ambiti specifici, in particolare in quello preventivo, permangono scarse". Altra criticità riguarda poi il "ritardo nella diagnosi: il numero di decessi in persone con AIDS - ha precisato - è stabile dal 2010 mentre nell'ultimo decennio è aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS che ignorava la propria sieropositività e ha scoperto di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di AIDS".

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