Legge 180, a rischio abrogazione

Redazione DottNet | 02/02/2009 18:29

''La prospettiva verso la quale si rischia di andare con le proposte di legge per l'abrogazione della 180, è quella dei luoghi di ricovero che non finiscono mai, non dico la riproposizione dei manicomi ma poco ci manca'': ad affermarlo è il direttore del Dipartimento di salute mentale dell'Azienda sanitaria Triestina, Giuseppe Dell'Acqua. Dell'Acqua, che fin dal 1971 affiancò a Trieste Franco Basaglia, il ''padre'' della legge 180, ha partecipato nel capoluogo giuliano ad un incontro promosso dal Pd sulla scia delle preoccupazioni sollevate tra gli utenti e gli operatori dei servizi di salute mentale, le associazioni dei familiari e le cooperative, dalle proposte di modifica della legge.

''Attualmente lo stato dell'arte sulla questione - ha detto Dell'Acqua - è molto confuso e molto piatto. C'è soltanto un'intenzione di facciata di questo Governo, che l'ha scritto nel suo programma, di far abrogare la legge 180. Siccome la legge 180 è una legge semplicissima, piccolissima, che non fa altro che toccare un punto cruciale della vita delle persone che stanno male, cioè il cosiddetto trattamento sanitario obbligatorio, trovando un equilibrio tra le necessità di cure che le persone possono rifiutare e le garanzie di libertà e di dignità delle persone, una modificazione della legge non potrà fare altro che restringere questi margini di libertà. E pensiamo - ha concluso Dell'Acqua - che questa sia una preoccupazione che dovrebbero avere tutti i cittadini''.

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