Corticosteroidi per inalazione per il trattamento dell'asma

Redazione DottNet | 03/02/2009 11:36

Un’analisi di review ed articoli disponibili riguardo i corticosteroidi per inalazione (ICS) utilizzati nel trattamento dell’asma, ne ha evidenziato similarità e differenze ed i fattori che possono influenzarne la sicurezza.

Differenze nelle formulazioni corticosteroidi e differenze tra i sistemi di rilascio di questi farmaci possono comportare variazioni nell’efficacia terapeutica; inoltre, anche le proprietà chimiche dei vari corticosteroidi possono influenzare la loro relativa sicurezza. Ciclesonide e beclometasone dipropionato sono somministrati come profarmaci che vengono poi attivati da enzimi presenti nei polmoni ma non nell’orofaringe; in tal modo sono così evitati effetti avversi specifici dei corticosteroidi nel tratto orofaringeo, benché possano comunque presentarsi effetti formulazione-specifici. Perché si verifichino altri effetti avversi, dovrebbe esserci una disponibilità sistemica, sia attraverso i polmoni che il tratto gastrointestinale, ma, i corticosteroidi per inalazione, una volta nel sistema circolatorio, vengono rapidamente metabolizzati a livello epatico. Ed ancora, la biodisponibilità orale di corticosteroidi per inalazione, così come fluticasone, ciclesonide e mometasone, è minima in relazione al metabolismo di primo passaggio che subiscono nel fegato. Ciclesonide in particolare subisce anche un metabolismo extraepatico che ne favorisce una più rapida eliminazione. Inoltre, ciclesonide e mometasone sono altamente legati alle proteine sieriche, il che ne riduce la capacità di stimolare i recettori glucocorticoidi al di fuori dei polmoni. In conclusione, malgrado i simili meccanismi d’azione, la disponibilità dei corticosteroidi per inalazione ed i loro sistemi di rilascio possono risultare differenti influenzandone la sicurezza e l’efficacia terapeutica nei singoli pazienti.
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