Zingaretti; così annullo le liste di attesa. Accordo con Mmg

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 11/04/2017 21:06

Lazio, visite in un mese. Lorenzin: un piano efficace

Dodici settimane per provare a far dimenticare ai cittadini del Lazio la piaga delle super-liste d'attesa, quelle per cui la richiesta di un'ecografia o una visita dal cardiologo poteva tradursi in un appuntamento a molti mesi di distanza: tra tre mesi almeno il 90 per cento delle prescrizioni 'di primo accesso' a una visita o a un esame dovranno essere fissate a 30 o a 60 giorni, cioè entro i paletti fissati a livello nazionale. E' l'obiettivo del Piano regionale di governo delle liste d'attesa, contenuto in un decreto presentato questa mattina dal governatore-commissario Nicola Zingaretti insieme al ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

"Le liste d'attesa - ha commentato il ministro - sono la bestia nera del rapporto tra i cittadini e la sanità. Il piano presentato oggi dalla Regione è molto efficace perché mette insieme tutte le best practice realizzate in Nord Italia". Come si articola il piano? Innanzitutto stanzia 10 milioni di euro per smaltire la massa di pazienti (circa 66 mila) messi in attesa per 11 prestazioni tra le più richieste, cioè otto tipi di ecografia e le visite cardiologiche con egc, oculistiche e dermatologiche: da maggio i cittadini saranno richiamati e sarà proposto loro un appuntamento più vicino, anche grazie alle aperture delle Asl nei weekend e fino alle 22. Altra novità l'indicazione sulla ricetta della priorità della prestazione: quattro livelli di urgenza che fissano la prestazione a massimo 72 ore, a 10 giorni, a 30-60 giorni (per visite ed esami rispettivamente) e a 180 giorni per le cosiddette 'programmate'.

Le visite successive alla prima, in cui il medico 'prende in carico' il paziente, saranno prenotate dal medico stesso e non finiranno dunque nel calderone delle liste d'attesa insieme a chi ha fretta. Da settembre, inoltre, partirà un'altra formula per le tre visite 'top' (cardiologica, dermatologica, oculistica): gli ambulatori 'aperti', dove senza prenotare ci si può mettere in fila e perdere magari qualche ora in sala d'aspetto, ma ottenere in giornata la propria prestazione medica. C'è di più: le Asl che non riescono a rispettare i tempi di attesa dettati dal decreto vedranno ridotta o sospesa l'attività intramoenia. "Non è più accettabile che in una struttura pubblica se si paga si fa l'analisi il giorno dopo, se non si può pagare arriva dopo 6 mesi. Vogliamo vincere anche questa battaglia, basta con questa vergogna che produce una drammatica discriminazione sociale" ha commentato Zingaretti, che ha anche lanciato una app ('SaluteLazio') che fornisce informazioni geolocalizzate in tempo reale sulle attese nei pronti soccorso o sulle farmacie di turno nei dintorni.

Soddisfatte Cgil, Cisl e Uil, che, come i medici di medicina generale, hanno firmato un accordo ad hoc con la Regione. Decisamente scettiche le opposizioni: "Fumo negli occhi, una iniezione di liquidità per limitare una impasse strutturale" per il M5s, mentre FI paragona Zingaretti ai leader 'grillini' perché "con un Consiglio straordinario sulla sanità il 26 aprile, Zingaretti in barba ai principi democratici organizza una conferenza stampa" sull'argomento.

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