Sigo, le donne sono ancora acrobate tra libertà e maternità

Ginecologia | Redazione DottNet | 03/02/2009 16:34

A 50 anni dall'introduzione della pillola anticoncezionale, primo passo per raggiungere la libertà, non solo sessuale, le donne sono ancora perennemente in bilico tra carriera, famiglia e diritti da rincorrere.

 E' la fotografia scattata dalla Società italiana di ginecologia (Sigo) nel libro 'Acrobate, 20 ritratti di donne, in bilico tra la voglia di volare e il frigo da riempire'', presentato al Senato. Acrobazie che accomunano tutte le donne, come dimostrano le testimonianze di venti 'ragazze di successo', attrici come Monica Bellucci, Margherita Buy e Nancy Brilli, giornaliste come Ilaria D'Amico, fino a campionesse olimpiche come Federica Pellegrini e Josefa Idem. Ognuna ha raccontato la sua esperienza con il sesso, con la maternità, con il difficile equilibrio tra casa e lavoro. E ognuna ha messo in evidenza i tanti passi ancora da fare per raggiungere nei fatti la parità tra uomini e donne. Nonostante le rivoluzioni degli ultimi 50 anni, (oltre alla pillola, la rivoluzione sessuale del '68 e la depenalizzazione dell'aborto), a partire dalla differenza nelle retribuzioni ''tutte le prestazioni femminili sono devalorizzate - spiega Giorgio Vittori, presidente della Sigo - e le violenze sono solo l'aspetto più visibile di questo fenomeno''. I dati, spiegano i ginecologi, non lasciano dubbi: le donne guadagnano meno dei colleghi (16% in media), sono sempre più vittime di violenze, diventano mamme sempre più tardi (31 anni circa per il primo parto) e usano poco (a loro discapito) la pillola anticoncezionale (solo il 16,1% la prende stabilmente). ''Sicuramente in questi 50 anni si sono fatti grandi progressi - spiega Alessandra Graziottin, direttore del centro di ginecologia e ostetricia del San Raffaele Resnati di Milano - ma le donne ancora oggi non sono vittime di grandi pregiudizi''. Le difficoltà nascono soprattutto da ''una educazione sessuale fallimentare'', e dal poco coinvolgimento dei maschi: ''Ognuno deve imparare a prendersi le sue responsabilità. Bisognerebbe coinvolgere tutte le figure che hanno un peso nell'educazione dei giovani, compresi gli allenatori che con i ragazzi hanno la stessa influenza dei padri''.

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