Federfarma contro la visita di Farmacia Futura a Coletto

Farmacia | Redazione DottNet | 14/04/2017 10:43

Per Alberto Fontanesi è stata un’inopportuna invasione di campo

Viola tutte le regole di “etichetta” che hanno sempre disciplinato l’attività sindacale della Federazione e i rapporti tra le diverse associazioni la trasferta compiuta l’altro ieri dai presidenti di Federfarma Torino e Perugia, Marco Cossolo e Silvia Pagliacci, per incontrare l’assessore alla Sanità del Veneto (nonché presidente di Agenas) Luca Coletto. Una visita che per il presidente dell’Unione regionale dei titolari veneti, Alberto Fontanesi, rappresenta un’inopportuna “invasione di campo”. «E’ norma non scritta di questa Federazione da quando c’è il Federalismo sanitario» ricorda Fontanesi «che ogni associazione territoriale è la sola a rappresentare la voce delle farmacie associate verso le autorità politiche di corrispondente livello. Tant’è vero che la prassi, mai violata dai vertici nazionali, è quella di visitare assessori e governatori regionali assieme ai vertici dell’Unione competente per territorio».

Per il presidente di Federfarma Veneto, dunque, la visita di Cossolo e Pagliacci non ha alcuna giustificazione: «Leggo che i due colleghi sono andati a presentare a Coletto il programma della loro lista per le prossime elezioni nazionali della Federazione» spiega «capisco la ricerca di visibilità che ha determinato la trasferta, ma avrei gradito essere avvisato con il dovuto anticipo, come si è sempre fatto nel sindacato in questi frangenti».

A indisporre Fontanesi, poi, c’è che la visita cade in un momento nel quale Regione Veneto e Federfarma sono impegnati in alcuni tavoli negoziali di particolare delicatezza, relativi a farmacia dei servizi e distribuzione diretta. «Come accade in tante altre Regioni» osserva «la trattativa si gioca sui sottili equilibri del dare e dell’avere e sulle relazioni sindacali che le farmacie hanno costruito nel tempo con la Regione. Il programma che Cossolo e Pagliacci hanno presentato, e del quale mi sono note soltanto le linee generali, potrebbe perturbare la negoziazione regionale incuneando temi che sono nel programma politico di una lista ma non hanno ancora avuto alcuna legittimazione dalla base, né nazionale né veneta. Sarei curioso di sapere cosa penserebbe Marco Cossolo se un domani andassi a visitare l’assessore alla Sanità del Piemonte per illustrargli i pregi dell’accordo sulla dpc firmato qua in Veneto. E mi piacerebbe sapere cosa pensano di questa invasione di campo gli altri leader delle Unioni regionali. Comincino a chiederselo, perché un giorno potrebbero trovarsi il presidente di Federfarma Torino che gira per i corridoi della loro Regione».

 

 

fonte: federfarma

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