La Stevia aiuta a controllare i livelli di zucchero nel sangue

Diabetologia | Redazione DottNet | 14/04/2017 11:32

Attiva la proteina associata al gusto e alla produzione d'insulina

La stevia, un dolcificante derivato dalle foglie della omonima pianta, può aiutare a controllare i livelli di zucchero nel sangue poiché agisce su una proteina responsabile della secrezione di insulina. A fare luce su questo meccanismo è uno studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communications che, secondo gli autori, "potrebbe aprire la porta a nuovi trattamenti per il diabete".    

Dolcificante derivato dalle foglie di una pianta originaria del Sud America, la Stevia è spesso usato come sostituto dello zucchero in bibite e cibi. La ricerca precedente ne aveva già indicato la capacità di aiutare a controllare i livelli di zucchero nel sangue, tuttavia non erano chiari i meccanismi alla base di questo effetto. In esperimenti su colture cellulari, i ricercatori della Katholieke Universiteit di Leuven in Belgio hanno scoperto che questo accade perché la stevia attiva un recettore del gusto chiamato TRPM5, che ha un ruolo importante anche nello stimolare la secrezione di insulina. Questo fa sì che aiuti a regolare i livelli di glicemia e contrasti lo sviluppo del diabete di tipo 2, malattia causata da un'alimentazione troppo ricca di grassi. Per verificare l'ipotesi, i ricercatori hanno nutrito dei topi con una dieta grassa per un lungo periodo, così da indurre lo sviluppo di diabete di tipo 2. Tuttavia, quando questa dieta è stata integrata con una dose giornaliera di stevioside - principio attivo di stevia - i roditori non hanno sviluppato la malattia.     Questo però non accadeva se la stessa dose di stevioside veniva somministrata a topi privati artificial della proteina TRPM5.   

"E' uno studio interessante", commenta Giorgio Sesti, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid), "ma è ancora presto per potere affermare che questo meccanismo possa essere osservato anche nell'uomo. I dosaggi di stevia utilizzati nei modelli animali, infatti, sono molto più alti di quelli presenti nei bevande o nei cibi che contengono il dolcificante".

 

fonte: ansa

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