Pochi sanno che l'HPV causa tumori anche nell'uomo

Infettivologia | Redazione DottNet | 03/05/2017 13:52

Secondo la ricerca del Censis, per 1 su 2 le informazioni sono poche poco chiare

Ne sanno poco sul Papillomavirus (HPV) e lamentano la mancanza di informazioni disponibili. Su 10 genitori di adolescenti italiani, 9 sanno che alcuni ceppi di questo virus sono responsabili del tumore al collo dell'utero, ma solo uno su due sa che provoca tumori anche nell'uomo. E quasi la metà afferma che le informazioni al riguardo sono poche e poco chiare (49%). 

A far luce sulle conoscenze in merito a questo virus molto diffuso ma che può rivelarsi letale
, è la nuova ricerca del Censis "Chi ha paura del Papillomavirus? Com'è cambiato l'atteggiamento dei genitori italiani verso la vaccinazione anti-HPV", presentata oggi a Roma, a sei anni di distanza da un precedente studio sul tema.

    Dal rapporto, realizzato col contributo non condizionante di MSD Italia, emerge che l'85% dei genitori afferma di sapere cosa sia questo virus che si contrae attraverso rapporti sessuali non protetti, ma tra i papà la quota si abbassa al 76%.

L'87% dei genitori sa che alcuni ceppi sono responsabili del tumore al collo dell'utero, ma spesso si ritiene che colpisca esclusivamente le donne: solo il 47% sa che può essere responsabile di tumori che riguardano anche l'uomo, come quello al pene o all'ano. E solo il 34% delle mamme è consapevole che l'HPV può causare i condilomi genitali, numero in calo rispetto al 2011, quando erano il 43,5%. 

Sempre più rilevante è il ruolo dei media nell'informazione: il 39% dei genitori si è informato sull'HPV dal medico, il 44% attraverso i media tradizionali, il 31% sul web, il 26% da familiari e amici, il 22% attraverso le Asl. 

In generale lamentano informazioni poco chiare ma il 32% dei genitori
è favorevole alla vaccinazione perché protegge dal tumore e l'88% è favorevole all'estensione della vaccinazione gratuita anche ai maschi di 12 anni. Tuttavia anche in questo caso pesa il clima culturale 'anti-vaccini'. Al 34% delle mamme di femmine, infatti, la vaccinazione è stata espressamente sconsigliata (anche da sanitari): la quota è aumentata rispetto al 2011, quando era il 25,6%.

Un terzo dei genitori ha vaccinato il figlio contro il Papillomavirus (HPV), in particolare il 56,6% ha dichiarato di aver vaccinato le proprie figlie, il 7,3 i propri figli.

  Numeri in linea con quelli dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) secondo cui il 56,3% delle ragazze nate nel 2003 sono state vaccinate, ma i dati di copertura negli ultimi anni si sono molto ridotti, tanto che per le nate tra il 1997 e il 2000, ovvero ragazze oggi 16-19enni, la copertura completa contro l'Hpv (con 3 dosi) era circa il 70%. La copertura tra i maschi adolescenti si ferma invece intorno al 7,3%, perché ad oggi è gratuita e offerta ai maschi nel dodicesimo anno di vita solo in Sicilia, Puglia, Calabria, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Molise, province di Trento e Bolzano.    Dalla ricerca, basata su interviste a 1.200 madri e padri italiane, emerge inoltre una differenza regionale per quanto riguarda l'attività di promozione della vaccinazione da parte dei Centri Vaccinali delle Asl.

"Il 53% dei genitori che vivono al Nord è stato contattato dalle Asl per proporre le vaccinazioni contro l'HPV, a fronte del 40% al Centro e al Sud", sottolinea Ketty Vaccaro, responsabile Welfare e Salute del Censis. "Non tutti i medici ne sanno di vaccini, molti degli equivoci che vedono protagonisti i sanitari, che in alcuni casi li sconsigliano, nascono da qui. Richiede una conoscenza specifica", commenta Michele Conversano, già presidente della Società di Igiene e Medicina Preventiva. "Vaccinare - conclude il presidente e Ad di Msd Italia Nicoletta Luppi - salva la vita, ma non è come non mettersi la cintura, bensì è come evitare di guidare in stato di ebbrezza, dal momento che protegge se stessi ma anche gli altri".

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