
Stretta anche sui rientri: chi torna al lavoro in anticipo dovrà presentare un nuovo certificato
L'Inps stringe sui certificati di malattia inasprendo le sanzioni a medici e lavoratori sui certificati di malattia. I camici bianchi che ignorano la trasmissione online, d’ora in poi saranno segnalati alle Asl per l’adozione dei provvedimenti disciplinari (che arrivano al licenziamento). I lavoratori che omettano di presentare un nuovo certificato per il rientro anticipato al lavoro saranno sanzionati come per le assenze alle visite di controllo (50/100% dell’indennità). L'Inps, come ricorda Italia Oggi, avverte così le aziende dai rientri anticipati dei dipendenti.
Precise le istruzioni dell'istituto di previdenza sociale che riguardano i certificati: i medici devono assolutamente trasmetterli all'Inps e al datore di lavoro. Nonostante le norme siano chiare, l'Inps segnala diversi casi di inadempienza. Previste quindi sanzioni per chi non chiederà la rettifica del certificato in caso di rientro anticipato sul posto di lavoro. L'Inps su questo punto mette in guardia le aziende che si assumono la responsabilità del rientro del dipendente con un certificato che segnala ancora una prognosi in corso. Il datore di lavoro infatti deve tutelare l'integrità fisica del dipendente. Può accettare il rientro solo nel caso in cui il dipendente chieda al medico la rettifica del certificato attestandone la guarigione e quindi la possibilità di un rientro immediato in azienda.
La Cassazione chiarisce che il certificato medico può avere pieno valore anche senza esami strumentali, purché derivi da un accertamento clinico diretto.
Dal 1° marzo 2026 si estende a 40 province la nuova procedura INPS per l’accertamento della disabilità: certificato medico telematico e valutazione multidisciplinare.
Resta il vincolo di coerenza con la pratica medica: il certificato dev’essere fondato su dati rilevati in modo conforme, anche se a distanza. I dubbi
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