Fingeva di vaccinare, oltre 20 mila le dosi dubbie

Infettivologia | Redazione DottNet | 04/05/2017 14:10

L'infermiera nega le accuse, vivo in un incubo

E' indagata anche per falso e peculato, oltre che per omissione in atti d'ufficio, l'assistente sanitaria di Treviso sospettata di non aver somministrato le regolari dosi di farmaco nelle sedute di vaccinazioni previste per alcune centinaia di bambini nel trevigiano e al centro di una analoga vicenda anche per il periodo che prestava servizio in Friuli.

Lo ha confermato  il suo legale, Paolo Salandin, precisando che ad oggi la sua assistita è indagata solo dalla Procura della Repubblica di Treviso. "Il peculato è il reato più grave - ha commentato il legale - ma anche il più difficile da dimostrare anche perché se consiste nell'asportazione delle fiale di farmaco dalle disponibilità dell'azienda sanitaria non si capisce per quale ragione la mia cliente abbia dovuto farlo".

L'assistente sanitaria trevigiana sospettata di aver finto di vaccinare alcuni bambini tra Veneto e Friuli nega le accuse. Ma gli esiti delle analisi compiute su un campione di 200 bambini da lei sottoposti al ciclo vaccinale nel distretto di Codroipo (Udine) confermano che una parte di loro non ha ricevuto un ciclo completo. E inducono la task force interaziendale creata in Friuli Venezia Giulia per l'emergenza a ripetere, per il principio di massima precauzione, oltre 20 mila vaccinazioni.  

Tante sono - secondo le stime della task force - le somministrazioni "dubbie" eseguite nei giorni in cui la donna era in servizio in Friuli: 7.500 per Esavalente (difterite, tetano, pertosse, poliomielite, emofilo B, epatite B); 4.000 per Mmrv (morbillo, parotite, rosolia, varicella); 2.000 per meningococco; 4.700 per pneumococco, 350 per Tbe (encefalite da zecche) e 1.800 per Hpv (papilloma virus).     Il fenomeno riguarda tra le 6 e le 7 mila persone; 5.400 solo i bambini e ragazzi del Medio Friuli. I primi (2.400) saranno quelli che hanno effettuato l'intero ciclo vaccinale in cui l'assistente trevigiana era in servizio. "Non capisco. Vivo dentro un incubo", ha detto l'infermiera in un'intervista pubblicata dal quotidiano Il Gazzettino, dicendosi da sempre "favorevole alle vaccinazioni". La stima dei bambini "scoperti" in Fvg - ha aggiunto - "è sicuramente un'anomalia che non so spiegarmi. So però per certo che può bastare uno sbalzo di temperatura per far perdere efficacia a un vaccino". Sottolinea inoltre che a Udine, a differenza di Treviso "non c'è un confronto con i dati delle mie colleghe".     "Ci penserà la magistratura a dare queste risposte", ha replicato la task force. "Abbiamo conservato le registrazioni delle temperature dei frigoriferi e ci sono le registrazioni dei lotti di vaccini".

La Procura di Udine, intanto, ha disposto una serie di nuovi esami, con valore legale, che saranno eseguiti sui soggetti che potrebbero aver ricevuto una "finta" dose di vaccini in Friuli e su un campione vaccinato da altri "tenendo conto che siano vaccini dello stesso lotto".     In questi anni in Friuli non si sono comunque verificati focolai epidemici. "La cosiddetta "immunità di gregge" ha funzionato", ha sottolineato la task force che ha calcolato una copertura del 98% di tutti i ragazzi fra zero e 17 anni vaccinati per l'esavalente, il 100% fra 7 e 17 anni e almeno il 94% fra zero e 6 anni. E di almeno l'88% per l'Mmrv, il 95% tra 7 e 17 anni e il 76% tra zero e 6 anni.

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