Nas,19 arresti tra medici e imprenditori farmaceutici

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 08/05/2017 20:54

Coinvolti oltre 200 militari in sette regioni

L'arresto di 19 persone tra dirigenti medici e imprenditori nel settore farmaceutico, 75 persone indagate, 17 aziende coinvolte in attività illecite e il sequestro di due società e di circa 500.000 euro (clicca qui per saperne di più). Questo il bilancio di una operazione condotta dai Carabinieri del Nas di Parma in seguito a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale della città emiliana.

Nel dettaglio, si legge in una nota, l'operazione, ribattezzata 'Pasimafi' è in corso dalle prime ore della mattinata e vede coinvolti oltre 200 militari del Comando per la Tutela della Salute e dei comandi provinciali di 7 Regioni - Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria e Lazio - impegnati nell'arresto di 19 tra medici e imprenditori attivi nella commercializzazione e promozione di farmaci e di dispositivi medici e nel sequestro preventivo di due società di comodo allestite per il riciclaggio del provento delle attività illecite ed il sequestro, ai fini della confisca, di quasi mezzo milione d'euro quale profitto per la commissione del reato di corruzione.

Sono in corso d'esecuzione, inoltre, 52 perquisizioni presso le abitazioni dei professionisti coinvolti nella vicenda e presso le sedi di importanti società e note aziende farmaceutiche. I reati contestati agli indagati sono quelli di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al riciclaggio, attuata nel campo della sperimentazione sanitaria e nella divulgazione scientifica per favorire le attività commerciali di imprese farmaceutiche nazionali ed estere, attraverso la commissione di abuso d'ufficio, peculato, truffa aggravata e trasferimento fraudolento di valori.

Tra gli arrestati c'è anche Guido Fanelli al centro del vasto "sistema di corruzione e riciclaggio". Il professor Fanelli, ordinario di Anestesia e Rianimazione all'università di Parma, è stato consulente tecnico del governo per l'estensione della legge 38 del 2010 sulle cure palliative e terapia del dolore, nonché presidente della Commissione istituita ad hoc dal 2008 al 2015 presso il ministero della Salute. E' stato anche relatore del Piano oncologico nazionale del 2008. .

Secondo le indagini condotte dai Carabinieri del Nas di Parma, Fanelli avrebbe asservito la sua funzione di pubblico ufficiale attraverso sperimentazioni e convegni per favorire i colossi del mercato farmaceutico, dai quali avrebbe ricevuto in cambio soldi, beni immobili e anche uno yacht. Sono state costituite società di comodo per far arrivare soldi al professore, e per questo viene contestato anche il riciclaggio.

Nell’operazione denominata Pasimasi, inoltre, sono coinvolte ben 17 case farmaceutiche, tra cui la Angelini. Oltre a Guido Fanelli, sono finite ai domiciliari altre 18 persone: si tratta del commercialista Giulio Corno, del dirigente medico Massimo Allegri e degli imprenditori Giovanni Capasso, Dario Concari, Ugo Grondelli, Marcello Grondelli, Enzo Lucherini, Giuseppe Vannucci, Marco Filippini, Riccardo Cerbai, Alberto Grua, Thilo Karl Stadler, Fabio De Luca, Paolo carlo Crippa e Noher Ivan Ias Boninsegni (tutti rappresentanti – con vari ruoli – delle società farmaceutiche coinvolte). Indagato anche un dirigente del ministero della Sanità, di cui al momento non si conoscono le generalità

Secondo il Nas, nelle strutture controllate da Fanelli (centri regionali di eccellenza nella trattazione della terapia del dolore) “venivano valorizzate e condotte sperimentazioni cliniche illegittime su ignari pazienti (con oneri a carico del SSN) e sviluppate ricerche e raccolte di dati strumentali ai fabbisogni delle industrie, soprattutto con finalità di promozione e divulgazione dei relativi prodotti farmaceutici, avvalendosi della collaborazione di un dirigente compiacente del Ministero della Salute”
 
Dalla indagini emerge che i congressi medici organizzati direttamente o indirettamente dal dirigente a titolo di ECM, in violazione delle disposizioni di legge, fossero di fatto pilotati e sostenuti economicamente da gruppi di operatori del settore (imprese farmaceutiche, produttori di dispositivi, informatori farmaceutici) interessati ad acquisire importanti quote di mercato attraverso la corruzione piuttosto che la leale concorrenza.
 
L’afflusso di tangenti sarebbe stato mascherato tramite l’allestimento di una serie di attività commerciali fittizie e attraverso prestanome non direttamente riconducibili al medico. Soldi poi reinvestiti nella gestione di autovetture, yacht appartamenti e conti esteri protetti. Come nel caso nel caso dello yacht “PASIMAFI V” : seppur intestato ad una società di comodo manteneva a carico delle ditte coinvolte nel sodalizio criminale in disamina la gestione degli oneri di manutenzione ed implementazione tecnologica con acquisto diretto della strumentazione di bordo.

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