Diminuiscono i trapianti ma aumenta la qualità

Medicina Generale | Redazione DottNet | 05/02/2009 19:23

Nel 2008 sono stati fatti 127 trapianti in meno rispetto al 2007; la qualità, però, è aumentata con una più lunga sopravvivenza dell'organo ad un anno dall'operazione. Sono questi i dati principali emersi dal Rapporto Annuale sull'attività di donazione e trapianto pubblicato dal Centro Nazionale Trapianti (Cnt).

Il numero dei trapianti è sceso da 3.043 del 2007 a 2.916 del 2008. La diminuzione sarebbe dovuta alla riduzione nel numero di organi prelevati, scesi da 3.291 nel 2007 a 3.156 nel 2008. Questo sembra essere dovuto sia ad un aumento dell'età media dei donatori (da 52 anni nel 2007 a 53 nel 2008) che ad una restrizione degli standard di sicurezza. Il rene risulta l'organo più trapiantato, con 1.526 operazioni, seguito dal fegato, con 990. L'organo meno trapiantato è stato, invece, l'intestino con sole 5 operazioni. Dalla valutazione degli esiti dei trapianti nel 2000-2006, si osserva come la qualità dei trapianti sia aumentata, salvo per il cuore dove si è comunque mantenuta su livelli elevati. Buoni risultati si sono ottenuti per i trapianti di rene, con una sopravvivenza d'organo ad un anno che è passata dal 90% del 2003 al 93,9% del 2006, dato migliore di quello del registro mondiale (90,1%). Per il fegato si è passati dall'82,5% di sopravvivenza del 2003 all'85,7% del 2006, dato di nuovo superiore a quello mondiale (78,2%). Per il cuore, invece, la sopravvivenza è scesa dall'86,4% del 2003 all'83,5% del 2006. Le liste d'attesa si sono allungate, passando da 8.988 pazienti del 2005 a 9.790 di oggi, con un incremento dell'8,9% (mediamente 3% l'anno), dato simile ai principali Paesi europei. Dopo un periodo di leggera flessione, nel 2008 si e' registrata una lieve ripresa del numero dei donatori. Ad essere aumentato sono stati soprattutto i donatori segnalati, cioè quelli potenziali, con un incremento del 16,6%; mentre i donatori effettivi, ai quali è stato asportato almeno un organo, sono aumentati solo dello 0,8%. L'incremento maggiore dei donatori si è registrato al Sud.

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