Medici, no al decreto sicurezza

Redazione DottNet | 06/02/2009 09:43

E' un no unanime e deciso quello espresso dai medici all'emendamento votato dal Senato, che elimina il divieto di denunciare gli immigrati irregolari bisognosi di cure. Il rischio, secondo l'Ordine dei medici, è la nascita di una sanità clandestina, gestita da gruppi etnici e religiosi, e anche di pericoli per la sanità pubblica.

 E dalle file dell'opposizione e dei sindacati si invitano tutti i medici ad esercitare l'obiezione di coscienza. ''E' un provvedimento sbagliato - spiega Amedeo Bianco, presidente degli ordini dei medici (Fnomceo) - per la tutela della salute pubblica, con il rischio della comparsa di una sanità clandestina, e perchè rischia di danneggiare l'immagine e la tradizione italiane di accoglienza e vicinanza''. Una scelta che provoca ''ribrezzo - aggiunge Stefano Biasioli, presidente dei medici dirigenti (Cimo-Asmd) - nei medici del Sistema sanitario nazionale, perchè non siamo questurini''. C'e' inoltre il pericolo di far diventare ''migliaia di bambini invisibili'', secondo la Società italiana di pediatria e al Federazione italiana medici pediatri. ''Si avranno in Italia migliaia di bambini invisibili, a rischio di essere fatti nascere clandestinamente fuori dagli ospedali, di essere tolti dalla scuola e privati di assistenza sanitaria, vaccinazioni comprese''. Carlo Podda, segretario generale della Fp Cgil, annuncia che ''verranno valutate le iniziative più efficaci per scongiurare l'applicazione di questa norma, prime tra tutte la disobbedienza civile e l'obiezione di coscienza''. Vittorio Agnoletto e Giusto Catania, eurodeputati del Prc, propongono ''all'Ordine dei medici di avviare una campagna per l'obiezione di coscienza contro una legge che viola il diritto alla salute''. Condanna anche dall'opposizione. ''E' un'idea sostanzialmente razzista. Per me è del tutto inaccettabile. Creare condizioni per cui persone ammalate abbiano paura di farsi curare è un'idea inumana'', dice il segretario del Pd Walter Veltroni. Critiche anche da Gino Strada, fondatore di Emergency, che annuncia che ''continuerà a lavorare e fornire assistenza gratuita in Italia come ha sempre fatto'' e da Medici senza frontiere. ''Viene minato il diritto alla salute. Siamo sconcertati per la scelta del Senato di avere consapevolmente ignorato il grido di allarme lanciato dagli ordini professionali di medici, infermieri e ostetriche e dalla società civile'', dichiara Kostas Moschochoritis, direttore generale di MSF Italia. Soddisfatta invece Francesca Martini, sottosegretario al Welfare, secondo cui tale emendamento rappresenta una ''possibilità di collaborazione con il ministero dell'Interno. Il medico può segnalare i casi che ritiene opportuno e questo non ha nulla a che fare con la coscienza personale''.

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