Obbligo vaccinale: per Fedeli il caso non esiste ma servono norme

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 12/05/2017 12:32

Sono stupita di come ha proceduto Lorenzin, ha ragione Renzi

Quello sull'obbligo vaccinale "è un caso che non c'è": ne è convinta il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli, stamani ospite in diretta telefonica alla rassegna stampa dell'emittente toscana Italia 7. "Lavoreremo per risolvere", ha tuttavia aggiunto il ministro. "Sono per l'obbligo dei vaccini, anche se sono stupita del modo con cui ha proceduto il ministro Lorenzin, e per costruire concretamente l'obbligo dei vaccini senza ledere il diritto alla scuola". "Servono - ha spiegato il ministro dell'Istruzione - norme attuative concrete se davvero si vuole l'obbligo vaccinale". Fedeli ha ricordato che "i vaccini vanno fatti nel primo periodo della vita, e quindi va costruito quel tipo di obbligo con le Regioni: serve una grande campagna con le Regioni per cui quando arrivi all'età dell'obbligo scolastico hai già affrontato una serie di temi" tra i quali anche l'inserimento di ragazzi durante l'anno scolastico. "Dobbiamo attuare norme che conteplino due diritti costituzionali", ha detto il ministro, aggiungendo: "Ha ragione Renzi a dire 'coordiniamoci'".

Poi il ministro Fedeli ha ricostruito quanto accaduto giovedì scorso: "Stavo rientrando dal Molise quando ho ricevuto una chiamata dal mio capo di gabinetto che era stata avvisata dal capo di gabinetto del ministro della salute che ci avvisava che Lorenzin avrebbe portato oggi in consiglio dei ministri la questione vaccini. Io ero pronta, poi - ha spiegato - ho saputo che Gentiloni ha detto che la questione non era in consiglio dei ministri".

"Un decreto incostituzionale" che "aprirebbe una caccia all'untore" nei confronti di "minori immigrati e minori non vaccinabili". E' un no secco quello che arriva dal Moige, il Movimento Italiano genitori, all'ipotesi di un testo di legge, avanzata dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che prevede l'obbligatorietà delle vaccinazioni per l'accesso a scuola. Un decreto "dirigista e statalista" che "nonostante il fallimento delle politiche vaccinali degli ultimi anni, non comprende che queste vanno ripensate, con le famiglie, sino ad oggi inascoltate, alla luce di nuovi contesti sociali e culturali, facendo riferimento alla maggiore necessità informativa dei genitori".

Il problema della scarsa copertura, secondo il Moige, non si risolve con le "coercizioni", "né con la censura di chi attua scelte sanitarie differenti", ma "con il confronto aperto con le famiglie che devono decidere liberamente su come, dove e quando compiere le vaccinazioni, che rimangono un atto sanitario libero, come garantisce la costituzione". La obbligatorietà vaccinale per entrare a scuola, conclude l'associazione, "rappresenta una strada contraria ai principi costituzionali. Piuttosto avvia una caccia all'untore, specie verso i minori immigrati che non hanno memoria documentale vaccinale, sia verso i minori non vaccinabili per vari motivi, aumentando il rischio della discriminazione tra pari".

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