Novità per gli statali: licenziamenti, precari e visite fiscali

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 19/05/2017 06:03

Come cambia la Pubblica Amministrazione, i dettagli della riforma. Oggi in Cdm

La riforma degli statali arriva in Consiglio dei ministri per ricevere il via libera finale. E' uno dei capitoli più pesanti dell'intera riforma della P.a e uno dei più attesi, visto che senza le nuove regole non si riuscirebbe a sbloccare i contratti, fermi da otto anni. I decreti Madia intervengono su licenziamenti, assunzioni, premi: una sorta di nuovo Statuto del pubblico impiego. E non mancano ritocchi dell'ultima ora.

Si ampliano le chances d'ingresso per i precari e si chiariscono le conseguenze di una 'pagella negativa', che può portare fino al licenziamento. L'ultima versione dei testi riserva infatti qualche sorpresa, come l'inclusione nel piano straordinario di assunzione dei lavoratori che rischiavano di essere fuori per essere diventati 'ex', a causa della cessazione del contratto, prima dell'entrata in vigore del decreto. Saranno, infatti, ammessi al piano tutti coloro che risultano titolari di un rapporto di lavoro dal momento in cui è scattata la riforma 'madre', da cui i provvedimenti in questione discendono (28 agosto 2015). Vengono superati alcuni ostacoli nella ricostruzione dell'anzianità necessaria, tre anni, per cui si dovrebbero poter sommare i periodi di servizio maturati in diverse amministrazioni. Inoltre si può essere anche chiamati da un ufficio diverso da quello in cui si lavora, ampliando così le chances.

Buone notizie anche per i lavoratori socialmente utili (come bidelli, custodi o addetti alle pulizie), con una proroga delle stabilizzazioni. Agli altri lavoratori 'flessibili', compresi i somministrati, sarà riconosciuto un vantaggio rispetto agli esterni (punti in più nei concorsi). Novità last-minute si registrano anche in fatto di valutazione, gli effetti di una 'pagella negativa' saranno determinati su un doppio binario: per quel che riguarda il lato economico deciderà il contratto, mentre le ricadute disciplinari, che possono arrivare fino al licenziamento, spettano alla singola amministrazione, in base al piano delle performance adottato (in cui dovrà essere specificata l'ipotesi di scarso rendimento).

Nel decreto sarà inoltre prevista una fase ponte per la rivoluzione sulle visite fiscali, che non partirà prima di settembre. Intanto, invece, il ministero ha pubblicato una direttiva che prevede controlli a campione sulle assenze. Per completare l'intero progetto di riordino contenuto nella delega Madia mancano ancora i decreti bis sui licenziamenti lampo e sulle partecipate. Ma per dare l'ultimo sì a entrambi c'è ancora tempo. Sta quindi per chiudersi un lavoro lungo, iniziato più di tre anni fa, e complesso, visto che in mezzo c'è stata anche la sentenza della Consulta che ha rischiato di far traballare tutto l'impianto. Una strada che è stata messa a punto anche con i sindacati, pur se le categorie del pubblico impiego avanzano ancora richieste (in mattinata c'è stato un sit in dei ricercatori di Cgil, Cisl e Uil).

Ecco la riforma del pubblico impiego targata Madia, dalle novità in fatto di 'pagelle' a quelle sui controlli per chi si assenta. Con i decreti che domani dovrebbero ricevere il sì definitivo in Consiglio dei ministri, il Governo cerca così di tracciare un nuovo identikit del travet.

VISITE FISCALI A INPS, CONTROLLI A RIPETIZIONE. La competenza sugli accertamenti passa dalle Asl ai medici dell'Istituto di previdenza, con la creazione di un polo unico per pubblico e privato. Decreti attuativi garantiranno un'armonizzazione delle fasce orarie di reperibilità e dei criteri per una "cadenza sistematica e ripetitiva". Saranno garantite le incompatibilità (tra controllore e controllato).

ASSUNZIONI MIRATE, TETTI PER IDONEI. Si passera' da un'impostazione rigida delle assunzioni, basata su piante organiche, a un modello che guarda alle esigenze concrete, impostato su programmi triennali e figure strategiche. Scatta un tetto per gli idonei nei concorsi (20% dei posti).

PIANO STRAORDINARIO PER PRECARI STORICI. Viene disegnata una roadmap, che si snoderà tra il 2018 e il 2020, per assorbire chi da tre anni, anche non continuativi, degli ultimi otto è a servizio della P.a. Per loro un doppio canale: chi è entrato per concorso potrà essere assunto direttamente mentre per gli altri ci sarà una riserva (50%) nelle future prove.

STOP PREMI A PIOGGIA MA SALTANO GABBIE SU PAGELLE. I contratti dovranno assicurare una differenziazione dei giudizi, per mettere fine a una distribuzione a pioggia dei premi. Saltano però i vincoli della legge Brunetta, che prevedeva una rigida divisione all'interno ogni amministrazione, per cui ci doveva sempre essere un 25% che restava a secco. I cittadini potranno dire la loro sulla qualità dei servizi e il loro giudizio conterà ai fini del 'voto'.

SANZIONI PER FURBETTI DEL WEEKEND LUNGO. E' affidata ai contratti la formula per colpire chi 'marina' puntualmente il lunedì e il venerdì o i casi di assenze collettive in date da 'bollino rosso' (dal G7 a quando scattano le iscrizioni alle scuole). Per frenare il fenomeno saranno anche messi freni a fondi per premi laddove risultino tassi di assenteismo sopra la media.

CHIAREZZA SU LICENZIAMENTI, MA SALVO ARTICOLO 18. Viene fatto ordine sui casi di licenziamento, dallo scarso rendimento alla cronica condotta illecita. I tempi per arrivare a decidere sulla sanzione si riducono da quattro a tre mesi e a un mese per tutti i casi di flagranza. Per gli statali resta intatto l'articolo 18. Viene però messo un tetto al risarcimento (massimo 24 mensilità).

UN NUOVO EQUILIBRIO TRA LEGGE E CONTRATTO. La legge diventa la cornice che fissa le regole generali, lasciando al contratto la possibilità di intervenire e di derogare alla legge quando questa dovesse invadere profili che riguardano il rapporto di lavoro pubblico (dalle sanzioni alla mobilità).

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