Il 50% dei risultati di studi clinici non viene pubblicato

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 23/05/2017 20:54

Oms, siglato un accordo con i finanziatori delle-Ong per registrarli sempre

Circa la metà delle sperimentazioni cliniche finisce per 'perdersi' per strada e quanto viene scoperto non viene registrato nè riportato, il più delle volte perchè i risultati sono negativi. Per correggere queste storture, alcuni dei principali finanziatori della ricerca medica e organizzazioni non governative hanno siglato nuovi standard, che prevedono registrazione e pubblicazione dei risultati degli studi che finanziano.

Lo segnala l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sul suo sito. Il Consiglio indiano per la ricerca medica, quello norvegese e del Regno unito, Medici senza frontiere, Path, l'Istituto Pasteur, la Coalizione per l'innovazione e preparazione alle epidemie (CEPI), la Fondazione Bill & Melinda Gates e il Wellcome Trust hanno convenuto che tutti gli studi da loro finanziati, sponsorizzati o supportati devono essere messi in un registro disponibile pubblicamente. Tutti i risultati dovranno essere pubblicati entro 12 mesi dal loro termine sul registro e riviste scientifiche. Attualmente il 50% degli studi non viene riportato, rileva l'Oms sul suo sito, portando così ad avere un quadro incompleto e potenzialmente fuorviante dei rischi e benefici di farmaci, vaccini e strumenti medici, oltre ad un loro uso non ottimale, o persino dannoso.

"I finanziatori della ricerca stanno prendendo un impegno importante, e non ci saranno più scuse sul perchè alcune sperimentazioni non vengono riportate, anche dopo molto tempo la loro conclusione", commenta Marie-Paule Kieny, assistente del direttore generale per l'innovazione all'Oms. L'accordo prevede anche lo sviluppo di sistemi per monitorare la segnalazione dei risultati. Nel 2015 l'Oms aveva reso noto la sua posizione, stabilendo dei periodi di tempo ben preciso entro cui pubblicare i risultati di uno studio, e invitando a riportare i risultati delle sperimentazioni più vecchie non pubblicate. Molti di questi studi e i loro risultati saranno consultabili su una bancadati globale dell'Oms, che raccoglie i dati di 17 diversi registri nel mondo, tra cui quelli di Usa, Europa e Cina.

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