Dal pediatra a medico dell'adulto, un progetto segue la crescita

Pediatria | Redazione DottNet | 29/05/2017 17:47

Metà degli adolescenti con malattie croniche interrompe le cure

La crescita è un momento cruciale che passa anche attraverso una transizione dalle cure pediatriche a quelle dell'adulto. Il fenomeno è denominato 'transitional care', cioè il 'prendersi cura' per garantire con continuità e senza traumi questo passaggio, essenziale in particolar modo per i ragazzi con malattie croniche, che in un caso su due interrompono le cure e per i quali empatia e condivisione con il medico sono essenziali.

Sono 1.700.000 gli adolescenti tra 15 e 17 anni, di questi 262.164 (15,5%) con una malattia cronica e 54.124 (3,2%) ne hanno più di una. Considerando globalmente tutta l'età adolescenziale questi numeri diventano 3 o 4 volte maggiori. In questa delicata fase di transizione emergono bisogni di salute peculiari da intercettare. Al fenomeno del 'Transitional care' è dedicato un progetto nazionale di alcune società scientifiche tra cui la Sip, Società italiana di pediatria, in tre regioni pilota , Piemonte, Marche e Puglia, di cui si è parlato nell'ambito del 73esimo congresso Sip a Napoli.

Il progetto in via sperimentale riguarderà quattro aree cliniche specifiche (malattie oncologiche pediatriche, malattie respiratorie, rare e diabete). Le regioni pilota saranno tre: Piemonte, Marche e Puglia. "La fase progettuale vera e propria è iniziata nel primo semestre 2015, perché la sensazione era che in questo campo su base nazionale si procedesse a macchia di leopardo - spiega Domenico Tangolo, della Direzione Sanitaria Ospedale Infantile Regina Margherita AOU Città della Salute e della Scienza di Torino- si è arrivati alla definizione di una scheda di pianificazione, che sarà poi testata in queste regioni pilota".

"È importante consentire al paziente e alla famiglia di pianificare- aggiunge Tangolo- vorremmo coordinare l'attività delle tre regioni e abbiamo avuto da parte dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) la richiesta di un protocollo di intesa".Nel transitional care potrebbero essere integrate anche altre aree come nefrologia, reumatologia e fibrosi cistica, oltre che autismo, ritardo mentale e cardiopatie congenite.

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