Bimbo morto per encefalite. Saranno dimezzati i rimedi omeopatici

Farmaci | Redazione DottNet | 31/05/2017 17:17

Il 30 giugno scade termine per presentare i dossier sicurezza

Francesco è morto per un'encefalite. Per la ''cessazione irreversibile delle funzioni cerebrali'', dovuta ad una causa che sarà chiara solo quando saranno disponibili i risultati degli esami istologici e immunoistochimici.

Intanto entra in vigore di una normativa europea fa scattare il conto alla rovescia per una stretta regolatoria sul settore che si stima dimezzera' in Italia la presenza sul mercato di questi prodotti. Una direttiva europea recepita in Italia nel 2006 impone alle aziende produttrici, che entro il 30 giugno 2017 non avranno presentato all'AIFA la documentazione necessaria per ottenere l'Autorizzazione all'Immissione in Commercio dei loro prodotti, di ritirarli dal mercato entro la fine di giugno del 2018. Rispetto ai farmaci si tratta di una procedura semplificata che non richiede alcuna dimostrazione di efficacia, ma solo della loro sicurezza.

Una procedura mai richiesta prima ma temuta dalle aziende per l'altro impegno richiesto per la preparazione dei dossier necessari. A ricordarlo e' la Fondazione GIMBE. ''I cittadini - spiega Nino Cartabellotta, Presidente della stessa Fondazione - devono sapere inoltre che i prodotti omeopatici presenti sul mercato non sono stati approvati da nessuna autorità regolatoria: finora era infatti sufficiente una semplice notifica al Ministero della Salute''. I dati del 2016 hanno segnato per la prima volta un calo del 7,4% dei prodotti venduti e un calo del 4,8% del fatturato, passato dai 300 milioni annui del 2015 ai 285 del 2016, proprio per le prime conseguenze delle norme in arrivo. Se oggi sono circa 13.000 i medicinali omeopatici sul mercato, a seguito dei dossier di registrazione richiesti da Aifa ne resteranno non piu' di 5.000-6.000, aveva stimato Omeoimprese, l'associazione che rappresenta i produttori del settore. Le aziende hanno infatti cominciato a ritirare i prodotti per i quali non intendono rinnovare le autorizzazioni, una procedura onerosa e complicata.

Tornando alla morte del piccolo, come detto sono arrivate le prime risposte dell'autopsia condotta dal medico legale Mauro Pesaresi del bimbo di 7 anni deceduto il 27 maggio nell'Ospedale 'Salesi' di Ancona, dove era arrivato già in coma, con un trasporto d'urgenza dal nosocomio di Urbino. L'esame è durato un paio di ore, e il perito si è riservato 60 giorni di tempo per consegnare le sue conclusioni. Per 15 giorni Francesco era stato curato a casa per un'otite bilaterale batterica con i preparati che il medico omeopata Massimiliano Mecozzi aveva consigliato alla famiglia. Niente ''pericolosi'' antibiotici.

Anzi, la proibizione assoluta di somministrare quei farmaci, che quasi sicuramente l'avrebbero salvato. Ora il medico e i genitori del bambino, due commercianti di Cagli con altri due figli piccoli, sono indagati dalla procura di Urbino per concorso in omicidio colposo. Nell'autopsia si sono fatti rappresentare da propri consulenti, la dott. Loredana Buscemi per i genitori, il dottor Benedetto Vergari per il medico. ''La famiglia non intende rilasciare dichiarazioni'' ha detto all'uscita l'avv. Federico Gori, legale dei genitori. Mentre il difensore di Mecozzi, l'avv. Maria Lucia Pizza, descrive l'omeopata come ''un uomo distrutto.

E' estremamente rispettoso del dolore della famiglia del piccolo Francesco, e dell'operato della magistratura'', e non farà dichiarazioni, almeno fino all'interrogatorio, non ancora fissato. All'origine dell'infiammazione che ha compromesso le funzioni cerebrali di Francesco c'è un batterio, non ancora identificato. L'anatomopatologo ha eseguito ulteriori indagini per escludere possibili concause del decesso: ci vorranno alcuni giorni per avere le risposte, ma la prima valutazione è quella di un bimbo sano. ''Un angelo che se ne è andato troppo presto'' dicono a Cagli, dove ci si prepara ai funerali, fissati per il 31 maggio. Su disposizione del pm Irene Lilliu, Pesaresi potrà ottenere copia della cartella clinica del bimbo, e avere accesso all'elenco dei preparati omeopatici che assumeva.

Un rebus terapeutico finora, così come il profilo professionale di Mecozzi, che rischia dalla sospensione alla radiazione dall'Ordine dei medici. Una lontana adesione al movimento cattolico millenarista del Roveto Ardente, un periodo sabbatico trascorso a fare il magazziniere (con la temporanea auto-cancellazione dall'Ordine), e, fino a pochi giorni fa, nessuna macchia nel suo percorso di terapeuta. ''All'Ordine - ha detto il presidente di Pesaro, Paolo Maria Battistini - non è mai arrivata alcuna segnalazione da parte di pazienti o familiari scontenti del suo operato, né alcuna denuncia''.

Libero professionista, Mecozzi ''non ha mai voluto iscriversi nell'elenco dei medici che praticano la medicina non convenzionale''. Non si sa se per scelta personale ''o perché non aveva la specializzazione specifica''. Da sabato è chiuso in casa. Ma verrà convocato da Battistini. "La nostra - spiega il presidente - non sarà una vera indagine, che non ci compete", ma "forniremo massima collaborazione alla magistratura". La procura intanto ha nominato un consulente informatico. Al vaglio anche lo scambio drammatico di telefonate fra la mamma del bambino e il dottore, non favorevole al ricovero anche quando al capezzale di Francesco c'era già il medico del 118.

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