Sesso: Graziottin, pillola giorno dopo usata soprattutto tra 14 e 20 anni

Redazione DottNet | 09/02/2009 17:47

contraccezione pillola sesso

La pillola del giorno dopo, per la contraccezione di emergenza, è usata soprattutto dalle ragazze tra i 14 e 20 anni. Sono loro a consumare il 55% di tutti i pezzi venduti ogni anno in Italia. In pratica in 6 anni se ne consumano più che nei 30 anni successivi.

E' il dato fornito da Alessandra Graziottin, direttore del centro Ostetricia e ginecologia San Raffaele Resnati di Milano, nel suo intervento alla presentazione del volume promosso dalla Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), 'Acrobate', dedicato alle difficoltà delle donne di oggi a 50 anni dalla pillola anticoncezionale, a 40 dalla rivoluzione sessuale e a 30 della 194 sull'aborto.
I numeri parlano chiaro: "in un anno - spiega la ginecologa - sono stati venduti più 370 mila pezzi di pillole del giorno dopo. Oltre la metà di questi è stato consumato da donne tra i 14 i 20 anni. E' un dato di fatto, dunque, che questa fascia di età è la più esposta". Ed è anche la conferma, secondo Graziottin, che "l'educazione sessuale dei nostri ragazzi è fallimentare". E' infatti limitatissima, nel campo della contraccezione, "l'assunzione di responsabilità sia dei maschi che delle femmine". Come dimostra un'altra indagine citata dalla ginecologa e realizzata su un campione rappresentativo di ragazzi. "Secondo questi dati solo il 5% dei maschi ha parlato di contraccezione con la partner al primo rapporto sessuale. Ciò vuol dire che il 95% ha rischiato". Non solo. Risulta, inoltre, che il 4% dei padri e solo il 3% delle madri hanno parlato con i figli di contraccezione. L'esperta ha ricordato, poi, che su questo argomento i giovani ascoltano di più i genitori del proprio sesso. "Perché c'è un'identificazione di genere che porta ad una maggiore efficacia". Per lo stesso principio viene ascoltato dai ragazzi anche l'allenatore sportivo che, in questo settore,"pesa quanto il padre. Perché allora non coinvolgerli?", si chiede Graziottin convinta che si potrebbero formare questi operatori per dar loro un ruolo definito ed efficace nell’educazione sessuale dei ragazzi.