Appello dei farmacisti, il prezzo della cannabis è da correggere

Farmacia | Redazione DottNet | 09/06/2017 19:50

Il ministro Lorenzin convoca subito un tavolo con le categorie di settore

Un tavolo di confronto con le sigle rappresentative dei farmacisti italiani per affrontare il tema del prezzo della Cannabis terapeutica. A convocarlo, è stato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, rispondendo all'appello lanciato delle associazioni dei farmacisti per la correzione del prezzo fissato, inadeguato rispetto a quello di mercato. Il prezzo di vendita al pubblico attualmente fissato per la cosiddetta Cannabis terapeutica, affermano le organizzazioni dei farmacisti, rischia di compromettere la possibilità per le farmacie di realizzare le preparazioni magistrali a base di questa sostanza, a danno dei pazienti.

L'importo di 9 euro al grammo, stabilito dal Ministero della Salute con il Decreto pubblicato lo scorso 3 giugno, è infatti inferiore a quello richiesto dai distributori per questa sostanza. Questa circostanza, che la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani aveva già segnalato, fa sì che i farmacisti si trovino a pagare la materia prima - la Cannabis - una cifra superiore al prezzo della preparazione magistrale stessa, quindi costringendo il farmacista a operare in perdita. Di qui la richiesta di avviare un confronto urgente arrivata dalle organizzazioni Fofi, Federfarma, Asfi, Assofarm, Farmaci Unite, Sifap e Utifar. Le preparazioni galeniche, e non solo nel caso della Cannabis, rileva Federfarma, sono infatti "una risorsa fondamentale per i tanti pazienti che non trovano nel farmaco di produzione industriale una risposta terapeutica adeguata alle loro particolari necessità". Attualmente, in Italia la produzione di cannabis terapeutica è demandata all'Istituto farmaceutico militare di Firenze.

Lo scorso maggio, l'Istituto ha annunciato di essere pronto a triplicare la sua produzione, passando da 100 a circa 300 chilogrammi all'anno, in modo da soddisfare il fabbisogno senza ricorrere all'importazione dall'estero. Nel 2014, il quantitativo di cannabis impiegato ogni anno era di circa 20, 30 chilogrammi, ad oggi si parla di circa 250, grazie ai risultati terapeutici. Ma anche con tale aumento della produzione, afferma l'Associazione Luca Coscioni, non sarà possibile far fronte alle richieste di cannabinoidi medici esistenti in Italia. Per questo, afferma Marco Perduca, membro della giunta dell'associazione, "ci appelliamo al Ministro della Salute affinché si ampli la produzione dello Stabilimento Farmaceutico Militare ma si studi anche l'ipotesi di liberalizzare le licenze di produzione. Senza un'apertura al settore privato, da regolamentare puntualmente, non si riuscirà a creare quel circolo virtuoso che potrà far scendere drasticamente il prezzo della materia per i prodotti galenici". Sono anni, conclude Perduca, che i pazienti "lamentano sia la difficoltà di acquisto dei prodotti sia i prezzi d'acquisto troppo alti, due cause del continuo ricorso al mercato illegale anche per motivi terapeutici".

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