Truffa alla sanità con finte ricette: sei arrestati, anche un medico

Sanità regionale | Redazione DottNet | 13/06/2017 19:09

Il fatto è avvenuto a Napoli. Per ora il danno all'erario ammonta a circa 150mila euro

Pazienti del tutto ignari risultavano essere stati sottoposti a costosissime prestazioni sanitarie (Tac o risonanze magnetiche). Erano, loro malgrado, al centro di un sistema truffaldino scoperto a Napoli e che ha portato ai domiciliari sei persone - una settima è ricercata - accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa al Servizio Sanitario Nazionale, di riciclaggio e di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale. Nel corso delle indagini della stazione Carabinieri di Posillipo coordinate dalla Procura partenopea, sono stati ricostruiti tutti i passaggi del raggiro attuato ai danni al Servizio Sanitario Nazionale e finalizzato a ottenere rimborsi non dovuti

Un meccanismo che ha provocato - secondo il procuratore aggiunto della Repubblica, Alfonso D'Avino - un danno all'Erario di circa 150 mila euro. Risultano coinvolti cinque amministratori di sette centri di diagnostica convenzionati con sede nelle province di Napoli e Caserta, un medico di base ed un assistente amministrativo della Asl Napoli 2 Nord. Le indagini sono partite nel settembre 2015 quando un medico di base denunciò che non era sua la firma sotto a una ricetta medica inoltrata per il pagamento da parte di uno dei centri diagnostici ora finiti al centro dell'inchiesta. Gli ulteriori accertamenti, spiega D'Avino, "hanno consentito di documentare una fiorente attività illecita e le sue modalità di svolgimento, riuscendo a ricostruire tutti i passaggi chiave della truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale".

Snodo della vicenda l'appropriazione, da parte di un dipendente amministrativo dell'Asl Napoli 2 di Ischia di circa 4000 ricette mediche, di cui era stato denunciato il furto ma in realtà attribuite informaticamente a medici ignari. Le ricette stesse, dopo l'appropriazione da parte del dipendente - secondo la ricostruzione fornita dal procuratore aggiunto - venivano poi immesse in un vero e proprio mercato illecito, destinato a consentire indebiti guadagni a strutture private convenzionate, con corrispondente grave danno economico per il Servizio sanitario nazionale. Le ricette venivano utilizzate per prescrivere, ma solo per finta e sulla carta, a pazienti del tutto inconsapevoli, costosi esami diagnostici, esami il cui costo veniva poi addebitato al Servizio sanitario nazionale. In un caso è emerso il diretto coinvolgimento di un medico di base compiacente, che si sarebbe prestato a compilare quaranta ricette false nell'arco di un mese, tra maggio e giugno 2015. Negli altri casi, invece, non è emerso il coinvolgimento di medici, apparenti sottoscrittori delle ricette, che però sono risultate tutte false nel loro contenuto ed emesse ad esclusivo beneficio dei centri diagnostici.

L'elenco degli arrestati:

Sono sei le persone agli arresti domiciliari in attuazione dell'ordinanza emessa dal gip di Napoli su richiesta della Procura. A eseguire la misura i carabinieri della compagnia di Bagnoli. Ecco l'elenco diffuso dalla Procura: Antonio Dramis, socio accomandatario dello 'Studio di diagnostica radiologica e terapia fisica Gennaro Trama e del Centro oculistico salus. Pasquale Corvino, rappresentante legale del Centro Minerva Due srl e socio accomandatario dell'Istituto fisioterapico Ifo. Pietro Schiavone, amministratore di fatto della Minerva Due e dell'istituto fisioterapico ortopedico Ifo. Cirano Vittoria, amministratore unico del Centro unico della scoliosi. Carlo Mautone, medico convenzionato di Medicina generale del Servizio sanitario nazionale. Massimo Fermo, assistente amministrativo della Asl Napoli 2 Nord. Una settima persona è attualmente ricercata.

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