Radiologia per curare fibromi, emorragie e sterilità tubarica

Redazione DottNet | 11/02/2009 15:02

Trattamenti radiologici poco invasivi e con ridotti effetti collaterali al posto del bisturi. E' questa la nuova frontiera per curare alcune diffuse e dolorose patologie ginecologiche quali fibromi, emorragie e sterilità tubarica, presentata al convegno ''Interventional radiology in obstetrcs and gynecology'' svoltosi al Policlinico Gemelli di Roma.

''Il miglioramento tecnologico dei materiali angiografici e delle tecniche di diagnostica per immagini - spiega la Giovanna Tropeano, ginecologa del Dipartimento per la Tutela della salute della Donna del Gemelli - hanno consentito di sviluppare metodiche innovative di radiologia interventistica per il trattamento conservativo e minimamente invasivo di diverse patologie ostetriche e ginecologiche''. In pratica malattie come la sindrome da congestione pelvica, i fibromi uterini, le emorragie ostetriche e la sterilità da ostruzione tubarica possono oggi essere curate evitando il bisturi grazie ad alternative radiologiche quali l'embolizzazione transcatetere delle arterie uterine e la termoablazione mediante ultrasuoni focalizzati ad alta intensità. In particolare per il trattamento dei fibromi, ''l'embolizzazione - conclude Carmine Di Stasi, radiologo del Dipartimento di Bioimmagini e Scienze radiologiche del Gemelli - ha successo nel 90% dei casi, permette di conservare l'utero, viene effettuata in anestesia locale, consente il trattamento simultaneo di tutti fibromi presenti nell'utero, non provoca sanguinamento, non lascia cicatrici e richiede solo 2 giorni di ricovero in ospedale e 5-10 giorni di convalescenza''

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