Testamento biologico, ecco i punti fermi della legge

Redazione DottNet | 11/02/2009 19:21

sanità ssn testamento-biologico

Ci sono alcuni punti 'irrinunciabili' e 'immodificabili', come quelli che riguardano la nutrizione e l'idratazione artificiale, il diritto alla vita, il no all'eutanasia, all'accanimento terapeutico e al suicidio assistito.

 Sul resto si può discutere e trovare un punto d'incontro. E' questa la conclusione che si può trarre dalla seduta della commissione Sanità del Senato, la prima dopo la morte di Eluana Englaro, con cui si è ripreso l'esame del ddl sul testamento biologico, che dovrà andare in aula tra 7 giorni. Una seduta che si è svolta in modo tranquillo e civile. ''Tutto il Paese aspetta una legge - dice Raffaele Calabrò, che ha elaborato il testo base della discussione - che faccia chiarezza su un argomento che ha scosso gli animi e le coscienze''. La commissione, assicura il suo presidente Antonio Tomassini, ''ha confermato il comune impegno di tutti i gruppi a proseguire senza ostruzionismi, e velocemente. C'è la disponibilità a fare dei cambiamenti su alcuni punti''. In particolare pare si stia ragionando, come ha spiegato Tomassini a intervenire su chi deve ''esercitare la patria potestà'' e la ''periodicità del testamento biologico'', che secondo il testo Calabrò dovrebbe essere rinnovato ogni tre anni presso un notaio, alla presenza anche di un medico. ''Si è inoltre parlato - aggiunge Tomassini - della richiesta di istituire una commissione sugli stati neurovegetativi permanenti. Punto su cui il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella ci ha fatto sapere che c'è già una commissione ministeriale al lavoro per elaborare linee guida uniche''. E proprio Eugenia Roccella ci ha tenuto ad assicurare che ''con questa legge non ci potrà più essere un altro caso Englaro. Nessuno - ha detto - potrà morire di fame e di sete, con un'agonia così dolorosa, e in base alla ricostruzione della volontà fatta da un tribunale. Sarà necessaria una certificazione autografa''. Di parere esattamente opposto è Ignazio Marino (Pd), che ha presentato un suo ddl firmato da oltre cento senatori. ''Con questo ddl ci saranno altri casi come quello di Eluana Englaro - avverte - Il testo così com'è incostituzionale, nella parte in cui si dice che qualunque atto che ha come conseguenza la fine della vita è illegale. In questo modo Piergiorgio Welby non avrebbe potuto farsi staccare il respiratore. Ci saranno una marea di ricorsi''. Inoltre nonostante maggioranza e Governo ''abbiano tanto parlato di disabili e terapia del dolore - continua Marino - non hanno inserito neanche un articolo sull'assistenza ai disabili e le cure palliative. Burocratizzano solo la morte''. Ad animare il dibattito e porre qualche dubbio sulla eventuale lotta dell'opposizione su alcuni punti del ddl, c'è una novità dell'ultima ora. Dorina Bianchi, teodem e membro della commissione Sanità, che si era espressa a favore sul ddl Englaro del Governo, è stata eletta dal Pd come nuovo capogruppo in commissione Sanità al posto di Ignazio Marino.