Corte dei Conti: distribuzione diretta «significativa criticità»

Farmaci | Redazione DottNet | 30/06/2017 15:26

Nel 2016 la spesa farmaceutica convenzionata ha valicato di poco gli 8 miliardi di euro, in calo dell’1,8%

Nell’ultimo quinquennio la farmaceutica convenzionata è stata una leva «essenziale» nel contenimento della spesa pubblica. Non si può dire lo stesso, invece, per i farmaci acquistati dalle strutture sanitarie (per la distribuzione diretta od ospedaliera), la cui spesa è cresciuta nel periodo sia a causa dei farmaci innovativi sia per l’irrisolta questione del payback a carico dell’industria sugli sfondamenti 2013-2015. E’ il quadro che emerge dalla Relazione con cui il procuratore generale della Corte dei conti, Claudio Galtieri, ha accompagnato l’altro ieri la presentazione del Rendiconto generale dello Stato per il 2016. Le cifre della pubblicazione confermano dinamiche già note nelle linee generali: nel 2016 la spesa farmaceutica convenzionata ha valicato di poco gli 8 miliardi di euro, in calo dell’1,8% rispetto all’anno precedente (quando furono superati gli 8,2 miliardi). La contrazione si ripete da un triennio almeno: nel 2015 il calo (sull’anno precedente) era stato di un altro 1,8%, nel 2014 del 2,6%.

La spesa per farmaci che arriva dalla distribuzione ospedaliera e diretta segue invece ben altre dinamiche: l’incremento del 2,6% registrato nel 2016 dalla voce Beni e servizi, scrive il procuratore generale, risente «in maniera preponderante» degli acquisti farmaceutici. In particolare, la crescita è dovuta al fatto che quasi tutte le Regioni fanno ormai regolare ricorso alla distribuzione diretta, ricorso poi che «diventa più sostenuto dove si è in Piano di rientro». Comunque sia, la Corte dei conti riconosce senza mezzi termini che la diretta rappresenta «una significativa criticità», soprattutto perché «connessa all'immissione sul mercato di farmaci innovativi e di dispositivi medici ad alto contenuto tecnologico».

In questo scenario, prosegue la Relazione del procuratore generale, si inserisce la revisione dei tetti di spesa introdotta dalla Legge di bilancio per il 2017, che introduce un tetto a sé stante per la convenzionata (al 7,96%) e un altro a parte per diretta e ospedaliera (al 6,89%). Ne consegue un sistema di governance, scrive Galtieri, che presenta «talune punte di criticità» e richiederà quindi «un rafforzato impegno nel controllo dell'appropriatezza prescrittiva». E poi c’è da vedere quale esito prenderà la querelle del payback: il fatto che il monitoraggio dell’Aifa sulla spesa farmaceutica Ssn sia rimasto fermo al report pubblicato il 3 febbraio scorso (e relativo al periodo gennaio-ottobre 2016) potrebbe essere un indizio dell’entità del problema.

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