Rischio aritmie cardiache per chi lavora più di 55 ore a settimana

Cardiologia | Redazione DottNet | 14/07/2017 17:47

Sono state controllate 85.000 persone per 10 anni

Chi fa gli straordinari al lavoro è più a rischio di sviluppare aritmie cardiache, in particolare la più comune forma di aritmia, la fibrillazione atriale. E' quanto emerso da uno studio condotto presso University College di Londra su oltre 85.500 persone, tutte sane all'inizio del lavoro; il loro stato di salute è stato monitorato per almeno 10 anni e tutti i cari di aritmia intercorsi registrati.    La ricerca è apparsa sull'European Heart Journal.    Gli esperti hanno diviso il campione a scaglioni a seconda delle ore lavorative settimanali di ciascuno (da meno di 35 ore a settimana a 55 o più ore a settimana). Nel corso del tempo i ricercatori hanno registrato ogni caso di fibrillazione atriale diagnosticato.

Confrontando i casi di aritmia tra coloro che lavoravano un numero normale di ore (35-40 a settimana) con coloro che facevano gli straordinari (55 o più ore settimanali) è emerso che su 1000 persone vi sono 5,2 casi in più di fibrillazione atriale tra coloro che fanno gli straordinari. In altre parole se l'incidenza media della fibrillazione atriale è di 12,4 per 1000 persone, l'incidenza tra coloro che lavorano 55 ore o più, l'incidenza è di 17,6 per 1000.    Questo risultato potrebbe anche spiegare le conclusioni di precedenti studi che evidenziavano come lavorare molto fosse associato a maggiore rischio di ictus: questo evento è infatti favorito da aritmie.

 

 

fonte: ansa

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