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Medicina Fiscale: il Ministero non recepisce le istanze della FNOMCeO

Fnomceo FNOMCeO | 18/07/2017 15:58

Stabilità del rapporto di lavoro, chiarezza sulle condizioni contrattuali, tutela dei diritti sindacali, equità dei compensi.

È quanto la Fnomceo chiede da tempo per i Medici Fiscali, e in particolare per quelli iscritti alle cosiddette “liste speciali ad esaurimento”, rimasti particolarmente penalizzati dal taglio delle visite fiscali d’ufficio per i lavoratori del privato operato dall’Inps nel 2013. Medici intorno ai 55 anni di età, che collaborano con l’Istituto di Previdenza da oltre 20 anni, costretti ad assicurare la loro disponibilità quotidiana a fronte di 10- 20 visite mensili e a vivere, quindi, con introiti che vanno dai 300 ai 600 euro al mese.

Medici e intere famiglie (sono circa 1300) che aspettavano quindi con ansia l’emanazione, da parte dei Ministeri competenti (quello del Lavoro, di concerto con Semplificazione e Salute) dell’Atto di indirizzo per la stipula delle convenzioni, che avrebbe dovuto finalmente sanare la situazione, recependo le istanze della Fnomceo e delle Organizzazioni sindacali. Una prima bozza dell’Atto, circolata nei giorni scorsi, sembra invece non venire del tutto incontro a tali richieste, suscitando perplessità e malcontento tra i medici.

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Di seguito, il commento della Fnomceo.

La Fnomceo ha intenzione di far valere le istanze di cui non si è ancora tenuto conto nel corso della prossima riunione  presso il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Si ricorda che la Fnomceo, quale Ente esponenziale di tutta la Professione medica,  per espressa indicazione normativa deve essere sentita, sulla predisposizione dell’Atto di indirizzo in questione.  Si reitera dunque la richiesta che l’Atto di indirizzo tenga conto delle priorità individuate, e in particolare della necessità di stabilizzare, tramite un Accordo Collettivo Nazionale, a tempo pieno e indeterminato, a quota oraria,  con relative tutele e diritti sindacali, i medici iscritti nelle liste speciali INPS”.

A questo link è disponibile la lettera inviata ai Ministri Poletti, Madia, Lorenzin.                                               

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