Pensioni: obiettivo è abbassare la soglia. Italiani i più anziani

Previdenza | Redazione DottNet | 18/07/2017 19:39

L'Italia è il paese dove si resta più a lungo al lavoro. Meglio in Francia

Il dibattito sull'età pensionabile s'infiamma. Da un lato il presidente dell'Inps Boeri che resta fermo sulle sue posizioni, ovvero si dovrà lasciare il lavoro a 70 anni altrimenti ne risentiranno i conti pubblici, dall'altra i sindacati che spingono sul blocco dell'asticella.

In mezzo c'è però il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che invece "Considera sbagliate" le politiche di austerità che "hanno innalzato seccamente, di 5 anni, l'età del pensionamento", E sulla riforma Fornero aggiunge che : "doveva essere fatta in maniera diversa, serviva gradualità".

Intanto gli italiani sono quelli che hanno la soglia della pensione di vecchiaia più lontana rispetto alla maggior parte degli altri paesi europei con un'età legale media di accesso, nel settore privato, per gli uomini di 64 anni e 2 mesi, di 63 anni per le donne: 2 anni e 5 mesi più bassa di quella degli uomini italiani (66 anni e 7 mesi) e 2 anni e 7 mesi più bassa delle donne italiane (65 anni e 7 mesi).

A fotografare la situazione, un'indagine della Uil che chiede di sterilizzare il prossimo adeguamento all'aspettativa di vita per l'accesso alla pensione previsto per il 2019, definito dal segretario confederale Domenico Proietti "Una vera e propria crudeltà per le lavoratrici e i lavoratori". Gli italiani infatti, sottolinea l'indagine, sono al penultimo posto in Europa dopo la Grecia, dove il requisito anagrafico richiesto è pari 67 anni, "anche se - si rileva- questo è suscettibile di numerose deroghe attualmente in vigore che possono abbattere l'età di accesso alla pensione fino a 62 anni".

I pensionati più giovani d'Europa sono invece in Francia (accesso a 60 anni per i nati prima del 1951, fino a 62 anni per i nati dal 1955 in poi). In Svezia, invece, è prevista una finestra compresa tra i 61 e i 65 anni di età entro la quale i lavoratori sono liberi di scegliere quando andare in pensione. In 21 Stati europei su 28 è previsto comunque, a normative vigenti, un innalzamento dell'età pensionabile con incrementi programmati o con l'adeguamento alla aspettative di vita. In Germania l'innalzamento progressivo avviene per coorti di età e raggiungerà i 67 anni nel 2030 quando si stabilizzerà senza ulteriori incrementi.

In altri casi, è previsto un aumento prestabilito a prescindere dalle caratteristiche del lavoratore, come avviene in Spagna dove nel 2027 l'età, con 38 anni e 6 mesi di contributi, sarà di 65 anni, con una contribuzione inferiore sarà di 67. Altri stati ancora prevedono, invece il solo allineamento dell'età pensionabile tra uomini e donne (in Austria al 2033 65 anni per tutti). Il capitolo adeguamento dell'età in relazione all'aspettativa di vita è previsto in Bulgaria, Cipro, Danimarca, Italia, Lituania, Portogallo, Slovacchia, Olanda, Regno Unito. Ma ad esempio la Danimarca, evidenzia lo studio prevede un aggiornamento ogni 5 anni ed in Portogallo l'adeguamento viene stimato anche in base al tipo di lavoro svolta. In Italia, invece, tale adeguamento è automatico e periodico e sarà biennale a decorrere dal 2019.

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