Vaccini: così cambia il decreto. Approvazione finale il 28 luglio

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 20/07/2017 19:43

Dieci le obbligatorie, pene meno severe per i genitori, prenotazioni in farmacia

Due settimane di acceso dibattito, scontro politico e proteste di piazza da parte del fronte 'no vax': tanto è durato l'esame del 'decreto Lorenzin' che introduce l'obbligatorietà delle vaccinazioni per l'iscrizione a scuola nell'aula del Senato, che oggi ha dato il via libera al provvedimento. Il testo andrà ora alla Camera, dove venerdì 28 luglio si terrà il voto finale.

L'esame del testo, su cui è scontata l'apposizione della questione di fiducia, avrà inizio da mercoledì.    Dal Senato, il provvedimento esce modificato rispetto alla versione iniziale ma "si afferma l'obbligo, punto fondamentale, e l'obiettivo è assolutamente centrato", ha affermato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. "Il Senato approva decreto a larga maggioranza. Un passo avanti per la tutela della salute degli italiani. Ora passa alla Camera", è stato il commento immediato via Twitter del premier Paolo Gentiloni. Il dl, ha precisato Lorenzin, "esce dal Senato cambiato, ma non depotenziato. Infatti, si afferma l'obbligatorietà delle vaccinazioni, restano le sanzioni e si aggiunge un richiamo attivo nei confronti dei genitori".  

Soddisfatto il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli: "È il via libera a un provvedimento che tiene insieme in maniera equilibrata due fondamentali diritti costituzionali, quello alla salute e quello all'istruzione. Si tratta di una norma di civiltà". Il punto, ha rilevato la presidente della commissione Sanità Emilia Grazie De Biasi, è che "quando la libertà di non vaccinarsi lede quella di chi non vuole essere contagiato, allora l'obbligatorietà è assolutamente l'unica scelta possibile. I vaccini devono tornare obbligatori". L'obbligo vaccinale varrà per l'iscrizione ad asili nido e scuole materne, ovvero nella fascia d'età 0-6 anni, ma riguarderà, con modalità diverse, anche elementari, scuole medie e primi due anni delle superiori, fino cioè ai 16 anni dei ragazzi.

Le vaccinazioni obbligatorie passano, rispetto alla versione iniziale del provvedimento, da 12 a 10, ma "le due riguardanti la meningite - ha chiarito Lorenzin - diventano comunque fortemente raccomandate e prevedono una chiamata attiva nei confronti dei genitori". Le vaccinazioni obbligatorie sono antipoliomielitica, antidifterica, antitetanica, antiepatite B, antipertosse, antiHaemophilus influenzae tipo b; quelle la cui obbligatorietà è sottoposta a verifica triennale sono antimorbillo, antirosolia, antiparotite, antivaricella e quelle raccomandate sono invece antimeningococcica B e C, antipneumococcica e antirotavirus. I genitori che non vaccinano i figli rischiano ora una multa da 100 a 500 euro, contro quella in origine che andava dai 500 ai 7.500 euro.

Cade inoltre il rischio di perdere la patria potestà per i genitori che non vaccinano i figli, ma si prevede che questi siano "convocati dall'azienda sanitaria al fine di fornire ulteriori informazioni sulle vaccinazioni e di sollecitarne l'effettuazione". Approvato dal Senato anche un emendamento sui vaccini monocomponenti, secondo il quale una persona che è immune da alcune patologie per le quali è prevista la vaccinazione obbligatoria deve venire comunque vaccinato "con vaccini in formulazione monocomponente o combinata in cui sia assente l'antigene per la malattia infettiva per la quale sussiste immunizzazione". Le vaccinazioni potranno essere prenotate nelle farmacie convenzionate e per il prossimo anno scolastico e' prevista anche l'autocertificazione.

Ecco il dettaglio delle nuove norme per quanto riguarda la scuola 

Cambiano dal prossimo anno scolastico, per effetto del decreto sull'obbligo vaccinale, gli adempimenti per l'iscrizione a scuola. Ecco come:

- DIRIGENTI SCOLASTICI: all'atto dell'iscrizione hanno l'obbligo di richiedere, alternativamente, la documentazione comprovante: l'effettuazione delle vaccinazioni, l'omissione o il differimento della somministrazione del vaccino, l'esonero per intervenuta immunizzazione per malattia naturale, copia della prenotazione dell'appuntamento presso l'asl.

- AUTOCERTIFICAZIONE: il genitore può anche autocertificare l'avvenuta vaccinazione e presentare successivamente copia del libretto. La semplice presentazione alla asl della richiesta di vaccinazione consente l'iscrizione a scuola, in attesa che la asl provveda ad eseguire la vaccinazione entro la fine dell'anno scolastico.

- LA FORMAZIONE DELLE CLASSI: i minori non vaccinabili per ragioni di salute sono inseriti in classi nelle quali sono presenti soltanto minori vaccinati o immunizzati naturalmente. I dirigenti scolastici comunicano all'asl competente, entro il 31 ottobre di ogni anno, le classi nelle quali sono presenti più di due alunni non vaccinati.  

- GRATUITA': tutte le vaccinazioni obbligatorie sono gratuite, anche quando è necessario 'recuperare' somministrazioni che non sono state effettuate in tempo.

- DISPOSIZIONI TRANSITORIE PER L'ANNO SCOLASTICO 2017-18: per la fase di prima applicazione del decreto si prevede che entro il 31 ottobre 2017 per la scuola dell'obbligo e entro il 10 settembre per i nidi si presenti la relativa documentazione o l'autocertificazione per l'avvenuta vaccinazione; la relativa documentazione per l'omissione, il differimento e l'immunizzazione da malattia; copia della prenotazione dell'appuntamento per le vaccinazioni presso l'asl. Inoltre: entro il 10 marzo 2018, nel caso in cui sia stata precedentemente presentata l'autocertificazione, deve essere presentata la documentazione comprovante l'avvenuta vaccinazione. Dall'anno 2019-20 è invece prevista un'ulteriore semplificazione e gli istituti dialogheranno direttamente con le asl per verificare lo stato vaccinale degli studenti.

Da 18 anni, ovvero dal 1999, non è previsto alcun obbligo di vaccinazione per potersi iscrivere a scuola, dopo che per oltre 30 anni la certificazione era stata necessaria. Con il decreto approvato oggi al Senato, e che passa ora all'esame della Camera, torna invece l'obbligatorietà per 10 vaccinazioni: una misura decisa per fare fronte all'allarmante calo delle coperture vaccinali registratosi negli ultimi anni in Italia. Per molte malattie, infatti, il nostro Paese si colloca sotto la soglia del 95% fissata dall'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) come livello minimo di immunizzazione della popolazione per poter garantire la sicurezza.

L'obbligo di vaccinarsi per poter essere iscritti a scuola decadde nel 1999, dopo che dal 1967 era stato invece indispensabile per l'iscrizione. Di conseguenza, fino ad oggi è stato possibile frequentare la scuola anche senza essere vaccinati. Con il decreto approvato, l'obbligatorietà viene reintrodotta per la fascia 0-6 anni, ma è previsto anche un percorso di obbligo fino ai 16 anni con diverse misure. L'Emilia Romagna è stata la prima Regione ad aver varato una legge sull'obbligatorietà delle vaccinazioni per poter frequentare gli asili nido. Successivamente, anche il comune di Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia e la Toscana hanno varato un provvedimento che rende obbligatoria la vaccinazione dei bambini per l'iscrizione agli asili comunali e convenzionati.

La decisione di tornare ora all'obbligatorietà a livello nazionale si basa proprio sul dato allarmante relativo al calo delle vaccinazioni. Anche nel 2016, infatti, è continuato il trend negativo delle coperture vaccinali registrato negli ultimi anni, come confermano gli ultimi dati del ministero della Salute. Nel 2016, le coperture vaccinali a 24 mesi di età per anti-difterica, anti-polio, anti-tetanica, anti-epatite B sono ancora ben al di sotto del valore del 95%, con un valore medio nazionale (93,3%) di poco inferiore a quello del 2015 (93,4%) ma con un trend in diminuzione in alcune regioni. Sebbene esistano importanti differenze tra le regioni, solo 6 riescono a superare la soglia del 95% per la vaccinazione anti-polio, mentre 8 sono addirittura sotto il 93%. In calo anche le coperture medie per pneumococco (88,4% nel 2016 contro 88,7% nel 2015), mentre le coperture nei confronti del meningococco C sono cresciute di 4 punti percentuali passando da 76,6% nel 2015 a 80,7% nel 2016.

Per morbillo e rosolia si è arrivati all'87,3%, in crescita di due punti rispetto al 2015 ma ancora lontani dall'obiettivo del 95%. Tanto che, secondo il recente rapporto Oms 'World Health Statistics', non solo le coperture italiane sono tra le più basse d'Europa, ma ci sono paesi africani che ci hanno superato. La crisi tuttavia, precisa l'Oms, non riguarda solo il nostro paese: "I miglioramenti che si erano visti nelle coperture globali tra il 2000 e il 2010 - avverte l'agenzia dell'Onu per la salute - hanno avuto un rallentamento tra il 2010 e il 2015"

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