Creata la mappa dei geni dell'infarto precoce

Redazione DottNet | 13/02/2009 13:04

Il più grande studio mai realizzato finora sui fattori genetici associati all'infarto ha
portato alla prima mappa delle aree del Dna legate al rischio di un attacco cardiaco precoce. La mappa, firmata dal Myocardial Infarction Genetics Consortium, di cui fanno parte anche alcuni medici italiani, è frutto dello studio sul Dna di 26 mila persone (13 mila sani e 13 mila infartuati) in 10 Paesi.

 

E ha portato a identificare 9 regioni genetiche - di cui tre mai descritte in precedenza - che aumentano il pericolo di un infarto precoce. Lo studio è pubblicato su 'Nature Genetics' e porta la firma, tra gli altri, anche di Diego Ardissino, dell'università di Parma, e Pier Mannuccio Mannucci, dell'università di Milano.
"Per decenni si sapeva che il pericolo di infarto tocca in particolare alcune famiglie, e che alcuni di questi cluster familiari sono collegati a differenze nella sequenza del Dna", spiega Sekar Kathiresan, responsabile del servizio di Cardiologia preventiva del Massachusetts General Hospital di Boston (Usa), che ha coordinato la ricerca. "Noi abbiamo trovato specifiche differenze di singole lettere del genoma (polimorfismi di un singolo nucleotide, o Snps) che possono essere spia di un aumentato rischio familiare di infarto". La ricerca,durata oltre 10 anni, ha permesso di isolare ben nove regioni del genoma umano coinvolte nella suscettibilità all'infarto in età precoce: meno di 50 anni per gli uomini e meno di 60 per le donne.


 

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