Antipolio, la Cassazione nega l'indennizzo per un bimbo autistico

Medlex | Redazione DottNet | 25/07/2017 23:16

La richiesta era partita dal padre. Lorenzin: nessuna relazione

No all'indennizzo per il bambino di Salerno autistico. Confermando le sentenza di tribunale e Corte d'Appello, la Cassazione ha bocciato la richiesta di indennizzo presentata da un padre convinto che il figlio avesse contratto l'encefalopatia immunomediata ad insorgenza post vaccinica con sindrome autistica a causa del vaccino antipolio Sabin. Una decisione che arriva alla vigilia della discussione alla Camera del decreto sull'obbligo vaccinale a scuola, già approvato dal Senato e su cui il voto dovrebbe arrivare venerdì con la fiducia.

E dopo le crescenti proteste del movimento no vax, che hanno trovato uno sponda anche nel dibattito politico. "Direttamente o indirettamente - ha commentato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin - la tesi principale dei no vax è quella di paventare un presunto collegamento, giocando sulla paura delle madri e delle famiglie. Questa tesi è stata smentita in questi anni prima di tutto dalla comunità scientifica mondiale e adesso anche dal diritto e dalla giustizia", ora "le forze politiche tutte hanno la grande occasione di rassicurare la popolazione e smentire definitivamente le false notizie, le bufale che hanno alimentato paure ingiustificate e contribuito a far precipitare le coperture vaccinali". I giudici del Palazzaccio hanno confermato le conclusioni del tribunale e della Corte d'Appello di Salerno, che a seguito di una perizia tecnica avevano a loro volta respinto la richiesta escludendo il nesso di causalità tra la vaccinazione e la malattia.

Il papà del ragazzo chiedeva, come tutore, l'indennizzo al ministero della Salute e alla Regione Campania ai sensi della legge 210 del 1992 sui vaccini, ritenendo che il figlio si fosse ammalato a causa della terapia vaccinale. E chiedeva alla Cassazione di annullare il verdetto della Corte d'Appello di Salerno, basata su una perizia che aveva concluso che "non è tuttora ipotizzabile una correlazione con alcuna causa nota in termini statisticamente accettabili e probanti" e che "non sussistono ad oggi studi epidemiologici definitivi".

La Cassazione (ordinanza n. 18358) ha ritenuto che nel ricorso non vi fossero elementi decisivi per confutare tale soluzione e che la scienza medica citata dal ricorrente "non consente allo stato di ritenere superata la soglia della mera possibilità teorica della sussistenza di un nesso di causalità", mentre è necessario una "ragionevole probabilità scientifica". Si tratta di una decisione di segno contrario rispetto ad una recente pronuncia della Corte d'Appello di Milano, diventata definitiva, perché non impugnata. Il caso è però diverso perché l'indennizzo è stato riconosciuto ad una donna, oggi adulta, cui era stato somministrato il vaccino quadrivalente quando aveva sei mesi, oltre 40 anni fa.

Una correlazione che la scienza ha sempre bocciato. E' quella tra vaccini e insorgenza dell'autismo, questione sulla quale si è oggi pronunciata la Corte di Cassazione, bocciando la richiesta di indennizzo avanzata da un padre che asseriva che il figlio avesse contratto l'autismo a seguito del vaccino antipolio. Ad affermare l'inesistenza di un nesso di causalità tra vaccinazione e malattia autistica sono tutte le autorità scientifiche, dall'Istituto superiore di sanità all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

Anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha ribadito che "è importante riconoscere, a prescindere dalle appartenenze politiche, che non esiste alcuna correlazione tra i vaccini e le malattie dello sviluppo. Le forze politiche tutte - ha sottolineato, riferendosi al decreto sull'obbligo vaccinale all'esame della Camera - hanno la grande occasione di rassicurare la popolazione e smentire definitivamente le false notizie, le bufale che hanno alimentato paure ingiustificate e contribuito a far precipitare le coperture vaccinali".

La storia della presunta associazione fra vaccinazione infantili Mpr (contro morbillo, parotite e rosolia) e autismo nasce da uno studio inglese, pubblicato da Andrew Wakefield sulla rivista The Lancet nel 1998. Nello studio, che non faceva però riferimento alla vaccinazione anti-polio, si sosteneva che il vaccino Mpr potesse provocare un'infiammazione della parete intestinale, responsabile del passaggio in circolo di sostanze tossiche per il cervello. L'ipotesi è stata poi smentita da numerosi studi condotti in Europa e negli Usa. Nel 2010 il General Medical Council britannico stabilì che lo studio di Wakefield non era attendibile e nello stesso anno The Lancet ritirò l'articolo. Due anni dopo Wakefiled fu radiato dall'Ordine dei medici.

L'ultimo studio disponibile è una meta-analisi pubblicata nel 2014 sulla rivista 'Vaccine', che non ha evidenziato alcuna associazione fra autismo, disordini dello spettro autistico e vaccinazioni. A ribadire che i vaccini sono tra i farmaci "più sicuri" è anche l'Aifa. I vaccini, come spiegato dal presidente dell'Agenzia Stefano Vella, "sono farmaci e tutti i farmaci possono provocare una reazione avversa, ma sono fra i farmaci più sicuri, di più rispetto ad altri che utilizziamo frequentemente come gli antinfiammatori''.

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