Morto a 7 anni per un'otite, omeopata sospeso per 6 mesi

Medlex | Redazione DottNet | 02/08/2017 12:10

Al bimbo non furono prescritti antibiotici. L'Ordine dei medici: non venne curato al meglio

Morire a 7 anni per un'otite. E' la storia del bimbo di Cagli (Pesaro Urbino) deceduto per un'encefalite il 27 maggio nell'ospedale 'Salesi' di Ancona, dopo un intervento chirurgico disperato eseguito dai medici del reparto pediatrico, dove era giunto già in coma nella notte fra il 23 e il 24 maggio con un trasporto d'urgenza dal nosocomio di Urbino.

Per 15 giorni il piccolo era stato curato a casa per un'otite bilaterale batterica con i preparati che il medico omeopata Massimiliano Mecozzi (nella foto) aveva consigliato alla famiglia, al posto di antibiotici che quasi sicuramente avrebbero salvato il bambino. Medico e genitori, due commercianti con altri due figli piccoli, sono indagati dalla procura di Urbino per concorso in omicidio colposo. Il medico omeopata è stato ora sospeso per sei mesi dal suo Ordine professionale. Una vicenda dolorosa, che ha visto contrapporsi i familiari del bimbo e il medico.

"Chiediamo che la giustizia lo punisca per quello che ha fatto - ha detto di recente il nonno materno -, per i suoi errori medici, per le sue diagnosi sbagliate, visto che parlava di virus e invece l'otite era di origine batterica. Che paghi per la sua arroganza intellettuale, perchè ha terrorizzato mia figlia e suo marito dall'andare in ospedale o dal far assumere al bimbo antibiotici". "Mecozzi - ha aggiunto il nonno - ci diceva sempre che il bambino sarebbe caduto in coma epatico o sarebbe diventato sordo. Il suo delirio di onnipotenza ha portato alla morte di mio nipote, e le nostre famiglie nella tragedia".

Il difensore del medico, l'avvocato Enzo Carrella, ha ribattuto, invece, che il professionista non avrebbe mai impedito il ricovero del bambino. Ora l'Ordine dei medici di Pesaro ha sospeso per sei mesi il dottor Mecozzi. La decisione è stata presa ieri sera dopo una riunione fiume della commissione disciplinare provinciale dei medici, conclusasi a mezzanotte inoltrata. Due le incolpazioni contestate al medico: non aver curato il bimbo al meglio, garantendo la guarigione, ossia somministrando antibiotici di fronte all'aggravarsi della patologia, e di non aver informato i genitori dei rischi che il piccolo stava correndo. L'omeopata era presente alla riunione, ma non ha parlato.

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